USD/JPY è sceso di quasi il 5% verso il minimo di maggio in area 155 dopo le indiscrezioni secondo cui Stati Uniti e Giappone sarebbero intervenuti a sostegno dello yen, mentre il ritorno di speranze su negoziati USA–Iran ha aumentato la pressione. Il cross è scivolato sotto la media mobile semplice a 200 giorni per la prima volta in quasi un anno, spostando il bias tecnico al ribasso. L’attenzione è rivolta ai nonfarm payrolls USA di venerdì: il consenso indica +83mila posti in luglio, con il tasso di disoccupazione in lieve salita al 4,3% e i salari orari medi stabili al +3,5% a/a, mentre ADP e PMI ISM faranno da apripista. Una lettura più debole potrebbe trascinare il cambio verso 153,95 e poi 151,80-152, mentre payrolls sopra 100mila potrebbero favorire un recupero di 157,80, con 158,30 come livello successivo.
EUR/USD sta testando una zona di resistenza dopo il rally, con le vendite al dettaglio dell’eurozona come principale dato domestico, in scia al rimbalzo dell’inflazione di luglio e al rinnovato ricalcolo delle probabilità di un rialzo BCE da 25 pb già a settembre. Una rottura sopra 1,1560 apre 1,1600-1,1630, mentre una discesa sotto 1,1500 punta a 1,1420 e poi 1,1350-1,1365. L’oro si muove lateralmente per la quinta settimana in un triangolo simmetrico vicino ai minimi di giugno; i livelli al rialzo sono 4.135-4.200 e la SMA a 50 giorni, poi 4.340, mentre il rischio al ribasso è in area 3.950-4.000 se i dati USA rafforzano le attese di ulteriori rialzi dei tassi.
Dinamiche USD/JPY e strategie operative
Stiamo monitorando da vicino il cambio USD/JPY, scivolato sotto la media mobile semplice (SMA) a 200 giorni in area 155 dopo i recenti interventi congiunti di Stati Uniti e Giappone. Per i trader in derivati, questo cambiamento suggerisce che al momento il controllo è dei ribassisti, ma è richiesta la massima cautela. I dati storici relativi a interventi simili, come la spesa stimata del Giappone pari a 5,5 trilioni di yen (35 miliardi di dollari) nel luglio 2024, mostrano che questi movimenti guidati dalla politica possono invertire rapidamente rotta se la Bank of Japan non dà seguito con segnali chiari di rialzo dei tassi.
Il prossimo grande catalizzatore di volatilità sarà il report USA sui nonfarm payrolls (NFP) di questo venerdì. Raccomandiamo di impostare stop-loss stretti in prossimità di 157,80, poiché una crescita dell’occupazione superiore alle attese, oltre 100mila unità, potrebbe riportare rapidamente il cross sopra la SMA a 200 giorni. Al contrario, se i numeri sul lavoro deludessero le aspettative e fossero coerenti con un ADP privato più debole, ci attendiamo un cedimento verso il supporto chiave a 153,95.
EUR/USD e oro: setup di breakout e livelli di rischio
Nell’area euro, ci prepariamo a possibili strategie di breakout su EUR/USD, che sta testando una trendline di resistenza cruciale in area 1,1560. Sebbene la Banca Centrale Europea abbia provato a ridimensionare il tema inflazione, rialzi inattesi nei recenti dati CPI dell’eurozona hanno mantenuto vive le scommesse su un rialzo a settembre, sostenendo l’euro. Se il dollaro USA si indebolisse dopo gli NFP, valuteremmo acquisti su rottura confermata sopra 1,1560 con obiettivo in area 1,1630.
Nel frattempo, l’oro sta consolidando all’interno di un triangolo simmetrico stretto, restando vicino ai minimi di giugno mentre rendimenti obbligazionari più elevati ne limitano la spinta rialzista. Nonostante il temporaneo allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, suggeriamo di attendere un breakout deciso prima di assumere posizioni a leva rilevanti. Un movimento pulito sopra la SMA a 50 giorni potrebbe aprire rapidamente la strada alla resistenza a 4.340, mentre una discesa sotto 3.950 segnalerebbe una correzione ribassista più profonda.
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