I precedenti guadagni del rand contro il dollaro hanno perso slancio, mentre il conflitto con l’Iran fa salire i costi dell’energia e peggiora i termini di scambio del Sudafrica. L’inflazione viene descritta come superiore al nuovo obiettivo della South African Reserve Bank, mentre la decisione della SARB di luglio di mantenere i tassi invariati ha spostato l’attenzione sulla “reaction function” della banca centrale. La combinazione di shock esterni e di un orientamento di policy meno deciso viene presentata come un fattore che lascia la valuta più esposta, nelle prossime settimane, a un premio per il rischio più elevato.
Potenziali scenari di recupero
Vengono delineati tre ampi percorsi di recupero. In uno, l’inflazione non accelera nonostante il conflitto in corso e i prezzi del petrolio elevati, consentendo al rand di rafforzarsi. In un altro, il conflitto si chiude a breve e i prezzi del petrolio scendono, offrendo sollievo, anche se restano irrisolte le preoccupazioni sulla credibilità. Un terzo scenario presuppone che il conflitto persista, il petrolio resti caro e la SARB successivamente cambi rotta; ciò potrebbe ricostruire la fiducia nel tempo, anche se i maggiori prezzi dell’energia continuano a pesare. Viene citato anche un ulteriore esito in cui la SARB non irrigidisce la politica monetaria nonostante la persistente pressione inflazionistica, il che intensificherebbe la tensione sul rand, mentre qualsiasi rimbalzo nei casi più costruttivi è atteso essere graduale.
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