Il commentario sull’intervento valutario USA-Giappone si è concentrato sull’orientamento della Bank of Japan dopo che il governatore Kazuo Ueda ha citato preoccupazioni per l’aumento dell’inflazione ma non ha fornito né un rialzo dei tassi né indicazioni prospettiche (forward guidance). Il dibattito si è inoltre incentrato sulla possibilità che pressioni ufficiali del Ministero delle Finanze giapponese e del Tesoro statunitense possano limitare l’indipendenza della BoJ, mentre la direzione di mercato del cambio dollaro/yen continua a essere interpretata in funzione dei differenziali di crescita e dei rendimenti relativi. Negli Stati Uniti, la discussione si è spostata sulla gestione da parte della Federal Reserve di una possibile inflazione trainata dall’offerta e sul rischio che una politica più restrittiva destabilizzi azioni e occupazione, in un contesto in cui le banche centrali sono sottoposte a un’attenzione crescente.
L’attenzione è anche sul ruolo del Giappone come grande detentore di Treasury USA e sulle potenziali conseguenze di una riduzione dell’esposizione. Il Giappone detiene 1.143 miliardi di dollari, in calo da 1.209 miliardi di dollari ad aprile, e il livello viene descritto come il più basso da aprile 2025, sollevando interrogativi su chi potrebbe assorbire un’offerta di tale entità. Separatamente, il disavanzo delle partite correnti degli Stati Uniti viene descritto come vicino a 1.000 miliardi di dollari l’anno, rafforzando la dipendenza dal riciclo estero verso obbligazioni, azioni, IDE e immobiliare; se la domanda di Treasury si indebolisse, sarebbero necessari rendimenti più elevati. L’ultimo aggiornamento del Big Mac index di The Economist viene citato come indicativo di un dollaro ampiamente sopravvalutato, con la valuta polacca descritta come correttamente valutata.
Impatti sui rendimenti obbligazionari e strategie di trading sui derivati
Dobbiamo prepararci a una volatilità accentuata nei derivati su tassi e valute mentre la Bank of Japan fatica a bilanciare i timori d’inflazione con le pressioni politiche. Se il Giappone continuerà a ridurre le proprie riserve di Treasury USA—recentemente scese verso la soglia di 1,1 trilioni di dollari—ci aspettiamo che il rendimento del Treasury decennale torni sopra il 4,25%. I trader di derivati dovrebbero valutare un posizionamento su questa pressione dei rendimenti acquistando opzioni put sui future dei Treasury a lunga scadenza.
Nonostante le continue voci di intervento, gli spread di rendimento relativi continueranno a dettare il percorso del cambio dollaro/yen. Raccomandiamo di utilizzare opzioni knock-out o strategie di strangle ampie per catturare oscillazioni brusche guidate da interventi senza essere spazzati via da improvvise inversioni. La realtà storica è che gli interventi unilaterali raramente invertono trend strutturali di lungo periodo, per cui il percorso di minore resistenza per USD/JPY resta al rialzo.
Valutazione del dollaro, politica della Fed e operazioni sulla volatilità
Con l’aumento delle divisioni interne alla Federal Reserve su come gestire un’inflazione persistente trainata dall’offerta, le aspettative di tagli dei tassi restano altamente instabili. Riteniamo che i trader dovrebbero evitare scommesse pesanti su un allentamento aggressivo della Fed e acquistare invece opzioni sui future dei tassi a breve (SOFR) per coprirsi dal rischio di tassi “più alti più a lungo”. Ciò è particolarmente cruciale mentre le interruzioni geopolitiche delle catene di fornitura continuano a complicare il quadro inflattivo globale.
Anche se gli attuali indicatori di parità di potere d’acquisto suggeriscono che il dollaro USA è fundamentalmente sopravvalutato di quasi il 10%-15% rispetto a diversi principali pari, i differenziali di rendimento continuano a favorire il biglietto verde. Sconsigliamo di andare short sul dollaro direttamente sul mercato spot in questo momento. Invece, dovremmo utilizzare opzioni call sul dollaro a lunga scadenza per intercettare impennate guidate dai rendimenti limitando rigorosamente il rischio di ribasso.
Una solida spesa in conto capitale nei settori tecnologia e intelligenza artificiale sta impedendo all’economia statunitense nel suo complesso di scivolare in recessione. Dovremmo valutare operazioni su opzioni call sulla volatilità (VIX), poiché questo forte investimento tech si scontra con una più ampia incertezza monetaria. Questa strategia proteggerà i portafogli nel caso in cui il mercato azionario subisca improvvise correzioni guidate dal sentiment nelle prossime settimane.
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