AUD/JPY ha esteso il calo a inizio settimana, scivolando in area 109,40–109,35, ai minimi dalla fine di marzo. La coppia ha poi trovato stabilità attorno al livello psicologico di 110,00 durante la sessione europea, mantenendosi sopra la sua Media Mobile Semplice (SMA) a 200 giorni, pur restando in calo di quasi lo 0,50% nella giornata. Il movimento è seguito a un rifiuto intraday in prossimità di 111,25–111,15, rafforzando la rottura di venerdì da un range laterale che aveva retto per quasi quattro mesi.
Lo yen ha sovraperformato dopo un intervento congiunto USA-Giappone sul mercato FX di venerdì, insieme a riferimenti a possibili ulteriori azioni. Ulteriore supporto è arrivato dalla disponibilità della Bank of Japan a continuare ad aumentare i costi di finanziamento, mentre l’attenuarsi delle aspettative di un rialzo immediato dei tassi da parte della Reserve Bank of Australia ha pesato sul dollaro australiano. Dal punto di vista tecnico, il Moving Average Convergence Divergence (MACD) è più in profondo in territorio negativo, mentre l’Indice di Forza Relativa (RSI) a 14 giorni è vicino a 27, spostando l’attenzione su una possibile rottura sotto la SMA a 200 giorni a 109,25; la resistenza resta vista in area 111,15–111,25, con il precedente swing richiamato vicino a 115,00.
Strategie di trading in derivati in presenza di segnali di ipervenduto
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità elevata sul cross AUD/JPY mentre testa la critica Media Mobile Semplice (SMA) a 200 giorni in prossimità di 109,25. Poiché l’Indice di Forza Relativa (RSI) giornaliero è sceso in territorio di ipervenduto attorno a 27, è opportuno evitare di affrettarsi ad aprire nuove posizioni short immediatamente. Raccomandiamo invece di attendere una chiusura giornaliera confermata sotto 109,25 prima di acquistare opzioni put o entrare short tramite contratti futures.
Driver fondamentali e tecnici: intervento sullo yen e differenziali di tasso
La nostra view ribassista è fortemente supportata dagli interventi valutari aggressivi delle autorità giapponesi, che in precedenza hanno impiegato un massiccio ammontare di 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) in un solo mese per sostenere lo yen. Nel frattempo, la Bank of Japan ha segnalato il proprio impegno ad alzare ulteriormente il tasso di riferimento, dall’attuale livello dello 0,25%, per contenere l’inflazione. Dall’altra parte, ci si attende ampiamente che la Reserve Bank of Australia mantenga il cash rate invariato al 4,35%, restringendo il differenziale di rendimento che in precedenza favoriva il dollaro australiano.
Se il supporto a 109,25 dovesse reggere, potremmo assistere a un rimbalzo di sollievo di breve termine, rendendo le opzioni call a breve scadenza una strategia praticabile per rapidi scalping al rialzo. Tuttavia, qualsiasi recupero è verosimilmente destinato a incontrare una forte pressione in vendita in prossimità della zona di resistenza 111,15–111,25. Per i trader di posizione con orizzonte più lungo, consigliamo di utilizzare eventuali rimbalzi verso quest’area di resistenza come punti di ingresso a rischio contenuto per incrementare l’esposizione ribassista.
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