L’oro resta sotto pressione a inizio settimana, con i trader che si posizionano in vista di importanti dati USA, tra cui il report sui Nonfarm Payrolls e l’ISM Manufacturing PMI, mentre le attese di una politica Fed più restrittiva continuano a pesare sul metallo prezioso privo di rendimento. Il CME FedWatch Tool attribuisce alla possibilità di un rialzo dei tassi a settembre una probabilità intorno al 65%, uno sfondo che mantiene prudente XAUUSD. Tuttavia, le perdite sono state contenute da un Dollar Index più debole dopo che lo yen giapponese si è rafforzato, complice il rinnovato focus su una possibile azione ufficiale di intervento, spingendo USD/JPY ai minimi da tre mesi prima di recuperare parte del movimento.
Anche la geopolitica ha influenzato i prezzi, dopo che il presidente USA Donald Trump ha dichiarato che nuovi attacchi contro l’Iran erano stati annullati e che a breve sarebbero iniziati colloqui di pace, un’evoluzione che ha contribuito a far scendere il petrolio e ad attenuare le preoccupazioni inflazionistiche legate all’energia. Sul piano grafico, l’oro si sta stabilizzando sopra un’area di supporto orizzontale ma rimane incanalato in un ampio cuneo discendente, con la linea di resistenza in calo che continua a limitare i rimbalzi. Il prezzo è ora vicino alla resistenza del cuneo: una rottura sostenuta indicherebbe un indebolimento della fase correttiva, mentre un nuovo rifiuto manterrebbe intatto il bias attuale.
Posizionamento su derivati e mercato valutario
Riteniamo che gli operatori sui derivati debbano adottare un approccio estremamente prudente e attendista nelle prossime settimane. Con il CME FedWatch Tool che prezza una probabilità del 65% di un rialzo dei tassi USA a settembre, il potenziale di rialzo di breve dell’oro resta fortemente limitato. Raccomandiamo di monitorare con attenzione i prossimi Nonfarm Payrolls e l’ISM Manufacturing PMI: dati solidi sul lavoro potrebbero spingere i rendimenti più in alto e trascinare l’oro al ribasso.
In questo momento osserviamo il dollaro sotto pressione, soprattutto per via del brusco recupero dello yen in mezzo a indiscrezioni su un possibile intervento ufficiale del governo. Storicamente, quando il cross USD/JPY scende rapidamente—simile ai movimenti legati agli interventi visti a metà 2024—si crea un supporto temporaneo per l’oro. Suggeriamo di utilizzare straddle su opzioni FX per coprirsi da improvvisi picchi di volatilità valutaria mentre l’oro consolida.
Geopolitica, livelli tecnici e strategia di trading
Sul fronte geopolitico, la recente cancellazione di attacchi militari e l’avvio di discussioni di pace con l’Iran hanno ridotto il panico immediato sui mercati. Questo cambio di passo diplomatico ha già raffreddato l’energia, riportando i benchmark globali del greggio più vicino all’area dei 75 dollari al barile. Consigliamo ai trader di ridurre le posizioni long sulla volatilità nei future sull’oro, poiché l’attenuarsi delle tensioni geopolitiche tende tipicamente a comprimere il premio di bene rifugio del metallo.
Dal punto di vista tecnico, l’oro scambia a ridosso del limite superiore di un ampio pattern a cuneo discendente. Statisticamente, i cunei discendenti si risolvono con un breakout rialzista in circa il 68% dei casi, rendendo questo un punto di svolta cruciale per gli operatori. Suggeriamo di attendere una chiusura giornaliera confermata sopra questa resistenza discendente prima di avviare posizioni long significative.
Per i trader di opzioni, privilegiamo strategie a rischio definito come i bull call spread, per intercettare un possibile breakout senza esporsi eccessivamente all’erosione del premio. Se l’oro venisse respinto ancora una volta sulla resistenza del cuneo, dovremmo valutare la vendita di call a breve sulla parte alta per incassare premio durante la fase di consolidamento. È opportuno mantenere dimensioni complessive delle posizioni contenute finché il fitto calendario macro di questa settimana non fornirà un trend più chiaro.
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