Fitch Ratings ha confermato i rating sovrani di Croazia, Cechia e Romania, mentre oggi sono attesi i dati PMI in Cechia, Ungheria, Polonia e Romania. Le indagini della Commissione europea su imprese e consumatori pubblicate a fine della scorsa settimana indicano un rafforzamento dello slancio economico nell’intera regione CEE all’inizio del terzo trimestre 2026, con l’Indicatore del Sentimento Economico (ESI) sostenuto soprattutto da un recupero della fiducia dei consumatori dopo lo shock legato al conflitto militare in Medio Oriente. La fiducia media dei consumatori nell’area CEE8 è salita al massimo degli ultimi cinque anni e l’Ungheria si è distinta, con un dato ai livelli più elevati dal 2018.
Sui mercati, il fiorino ungherese ha perso lo 0,8% contro l’euro venerdì, dopo indiscrezioni secondo cui la centrale nucleare di Paks avrebbe temporaneamente interrotto la produzione di elettricità a causa dei bassi livelli d’acqua del Danubio. L’interruzione dovrebbe mettere sotto pressione la rete elettrica e, negli ultimi giorni, diverse grandi aziende sono state invitate a ridurre i consumi. Con i prezzi dei carburanti volatili a luglio, l’attenzione si sposta sulla tenuta del miglioramento nelle indagini di agosto o su un’eventuale inversione, mentre la prossima revisione del rating sovrano della Romania da parte di Moody’s è in calendario per questo venerdì.
Strategie su valute e rischio sovrano per Ungheria e Romania
Raccomandiamo ai trader su derivati di posizionarsi per un’ulteriore debolezza del fiorino ungherese (HUF) acquistando opzioni call EUR/HUF a breve scadenza. Lo stop temporaneo della centrale nucleare di Paks dovuto ai bassi livelli d’acqua del Danubio—molto simile alla siccità europea del 2022 che portò i prezzi dell’energia regionali su massimi storici—probabilmente metterà sotto stress la rete energetica ungherese e l’economia più in generale. Questo shock inatteso dal lato dell’offerta rischia di erodere rapidamente i benefici del recente balzo della fiducia dei consumatori ungheresi, appena salita ai massimi dal 2018.
Consigliamo di coprire le esposizioni sui titoli di Stato romeni o di acquistare Credit Default Swap (CDS) immediatamente prima della revisione del rating di Moody’s prevista per questo venerdì. La Romania ha evitato per poco un declassamento da parte di Fitch la scorsa settimana e il persistente disavanzo fiscale, stimato rimanere sopra il 6% del PIL, mantiene la pressione estremamente elevata. Storicamente, anche solo un passaggio a outlook negativo da parte di una grande agenzia come Moody’s ha innescato rapide uscite di capitale e un ampliamento dello spread dei rendimenti del decennale romeno rispetto ai Bund tedeschi fino a 30 punti base nell’arco di pochi giorni.
Operazioni sulla volatilità in vista delle pubblicazioni PMI CEE
I trader dovrebbero inoltre utilizzare strategie sulla volatilità, come gli straddle, sulle opzioni degli indici azionari CEE in vista delle pubblicazioni PMI di oggi. Sebbene il sentiment economico sia rimbalzato in Polonia, Cechia e Ungheria, l’elevata volatilità dei prezzi dei carburanti a luglio rappresenta un rilevante rischio al ribasso per il manifatturiero. Riteniamo che operazioni in opzioni sul WIG20 polacco o sull’indice ceco PX possano consentire di beneficiare dei movimenti bruschi di mercato che tipicamente seguono questi attesi report sul settore manifatturiero.
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