USD/IDR è rimasto debole per il quarto giorno consecutivo, scambiando vicino a 18.040 nelle ore asiatiche, mentre la rupia si è rafforzata grazie a dati indonesiani migliori e a un dollaro USA più debole. Il PMI manifatturiero S&P Global dell’Indonesia è salito a 50,2 a luglio da 46,9 a giugno, il miglior dato da febbraio, con la produzione in lieve aumento dopo quattro mesi di contrazione e i nuovi ordini stabilizzati dopo il calo di giugno. Anche l’inflazione si è raffreddata: l’indice CPI headline è sceso al 2,88% annuo dal 3,34%, sotto le attese del 3,2% e dentro il corridoio obiettivo di Bank Indonesia (1,5%–3,5%), mentre l’inflazione core è rimasta al 2,76% e i prezzi mensili sono calati dello 0,14% contro stime di un +0,1%, segnando la prima deflazione mensile da gennaio.
Il dollaro ha inoltre ceduto dopo che il Giappone ha confermato un intervento coordinato di acquisto di yen con gli USA, mentre i dati della Bank of Japan hanno indicato esborsi fino a 58,97 miliardi di dollari e Tokyo ha ribadito la disponibilità ad agire di nuovo. Altrove, lo Speechtracker di FXS ha valutato le dichiarazioni di Barkin a 6,2/10 rispetto a una media storica di 5,4/10, e il FXS Fed Sentiment Index è sceso di 0,46 punti a 148,24, restando comunque sopra il livello neutrale di 100. Separatamente, un miglioramento dell’appetito per il rischio è seguito a indiscrezioni secondo cui il presidente Donald Trump avrebbe sospeso attacchi pianificati contro l’Iran, mentre i colloqui si sarebbero concentrati sul programma nucleare iraniano e sulla riapertura dello Stretto di Hormuz.
Strategia in derivati con fondamentali indonesiani in miglioramento
Riteniamo vi sia un solido razionale perché i trader di derivati si posizionino per un’ulteriore discesa del cambio USD/IDR, che attualmente oscilla nell’area di 18.040. La resilienza dell’economia domestica indonesiana è evidente: il PMI manifatturiero S&P Global è rimbalzato a 50,2, segnalando un ritorno in territorio di espansione. Raccomandiamo l’utilizzo di contratti forward short su USD/IDR oppure l’acquisto di opzioni put su USD per beneficiare del rafforzamento della rupia.
Con l’inflazione headline annua in sensibile raffreddamento al 2,88% a luglio, i rendimenti reali del Paese restano molto interessanti per gli investitori internazionali. Storicamente, quando Bank Indonesia mantiene stabile il tasso di riferimento—che durante la difesa della valuta nel 2024 era al 6,25%—un’inflazione così bassa amplia in modo marcato lo spread di rendimento reale rispetto agli Stati Uniti. Questo differenziale favorevole suggerisce un afflusso persistente verso il debito indonesiano, con conseguente supporto alla valuta locale.
Debolezza del dollaro e venti favorevoli globali più ampi
Sul fronte globale, il dollaro USA affronta forti venti contrari dopo interventi coordinati sul mercato dei cambi, con la Bank of Japan che avrebbe impiegato fino a 58,97 miliardi di dollari per sostenere lo yen. Questo intervento di entità rilevante, insieme alla riduzione delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente dopo pause diplomatiche, ha attenuato la domanda di beni rifugio a favore del biglietto verde. Riteniamo che i trader di derivati possano sfruttare questa più ampia debolezza del dollaro impostando posizioni short sul dollaro contro valute emergenti ad alto rendimento.
Inoltre, le caute dichiarazioni “close call” del funzionario Fed Thomas Barkin sui tassi indicano che i policymaker statunitensi sono riluttanti a ulteriori rialzi, mantenendo i rialzisti del dollaro sulla difensiva. Per gestire questa postura esitante della Fed e l’evoluzione del risk appetite globale, preferiamo spread opzionali ribassisti su USD/IDR per limitare il rischio di premio pur catturando la dinamica discendente. Nelle prossime settimane, monitorare attentamente i dati sul mercato del lavoro USA e le bilance commerciali indonesiane sarà cruciale per il timing di questi ingressi in derivati.
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