USD/JPY è sceso a circa 155,45 nelle prime contrattazioni asiatiche di lunedì, al livello più basso dal 6 maggio, con la domanda di yen giapponese in aumento a seguito di notizie su una nuova azione coordinata tra Giappone e Stati Uniti. Bloomberg ha riferito che la ministra delle Finanze giapponese Satsuki Katayama e il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent starebbero lavorando insieme per sostenere la valuta in misura non vista da decenni.
Katayama ha dichiarato che venerdì le autorità hanno effettuato un intervento coordinato di acquisto di yen con Washington e ha indicato che ulteriori azioni sul mercato dei cambi restano sul tavolo. Bessent ha affermato che le mosse congiunte hanno contribuito a frenare le oscillazioni disordinate dello yen, aggiungendo che il Tesoro resterà in stretto contatto con il Ministero delle Finanze e la Bank of Japan. Separatamente, il principale funzionario giapponese per il mercato dei cambi Atsushi Mimura ha detto che l’intervento congiunto potrebbe rappresentare l’apice della partnership valutaria bilaterale, mentre dati della Bank of Japan citati da Reuters suggeriscono che giovedì il Giappone potrebbe aver acquistato fino a 58,97 miliardi di dollari di yen.
Implicazioni strategiche per i trader di derivati
Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità estrema su USD/JPY dopo che gli interventi congiunti USA-Giappone hanno spinto il cambio fino all’area 155,45. Considerato che il Giappone avrebbe speso quasi 59 miliardi di dollari in un solo giorno, i premi delle opzioni a breve scadenza stanno impennandosi. I trader dovrebbero evitare operazioni direzionali non coperte e utilizzare invece strategie in opzioni a rischio definito, come i bear put spread, per sfruttare il momentum ribassista.
Guardando alla storia, gli interventi congiunti sono estremamente potenti, come nel giugno 1998 quando l’azione coordinata USA-Giappone innescò un rapido calo del 10% di USD/JPY. Questa mossa coordinata del segretario al Tesoro Scott Bessent e della ministra delle Finanze Satsuki Katayama suggerisce che sia stato fissato un tetto solido sulla coppia. Riteniamo che mettersi contro questa postura di politica coordinata comporti un rischio eccessivo per i rialzisti retail.
Approcci tattici e dinamiche di mercato
Nelle prossime settimane, suggeriamo l’acquisto di opzioni call su JPY out-of-the-money (che beneficiano quando USD/JPY scende) per cogliere ulteriori ribassi guidati dagli interventi. Per i trader sui futures, è essenziale usare trailing stop stretti, poiché qualsiasi dichiarazione improvvisa da Tokyo può provocare immediati movimenti di diverse centinaia di pip. Va monitorato attentamente lo skew della volatilità implicita, poiché la domanda di protezione al ribasso su USD/JPY probabilmente resterà su livelli molto elevati.
È inoltre necessario tenere sotto stretto controllo il mercato obbligazionario, dove lo spread tra i Treasury USA a 10 anni e i titoli di Stato giapponesi continua a influenzare il trend di lungo periodo. Storicamente, un differenziale di rendimento superiore al 3% mantiene lo yen sotto pressione, il che significa che questo intervento potrebbe solo “comprare tempo” a meno di un calo dei tassi globali. I trader di derivati possono utilizzare calendar spread per negoziare la differenza tra la volatilità di policy di breve periodo e le realtà economiche di lungo periodo.
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