I dati della US Commodity Futures Trading Commission (CFTC) hanno mostrato che le posizioni nette non commerciali sull’oro sono scese marginalmente a 182,1 mila da 183,9 mila nella rilevazione precedente. Il movimento implica una modesta riduzione dell’esposizione long speculativa nell’ultimo periodo di reportistica.
La variazione corrisponde a un calo di 1,8 mila contratti, lasciando tuttavia il posizionamento ancora elevato in termini assoluti. L’aggiornamento proviene dai consueti dati “Commitments” della CFTC, utilizzati dagli operatori per valutare il sentiment speculativo sui future dell’oro.
Posizionamento sul mercato dell’oro e struttura rialzista
Il lieve arretramento delle posizioni nette non commerciali CFTC sull’oro da 183,9 mila a 182,1 mila contratti suggerisce una breve pausa del momentum rialzista del metallo, più che un’inversione in senso bearish. Interpretiamo questa riduzione contenuta di 1,8 mila contratti come semplice presa di profitto da parte dei grandi speculatori dopo la solida performance dell’oro a inizio anno. Ciò indica che la struttura rialzista di fondo resta intatta, poiché le posizioni nette long rimangono comodamente al di sopra del pavimento storico di supporto a 150 mila contratti.
Strategia di trading e prospettive
Consigliamo ai trader di derivati di evitare vendite dettate dal panico e di utilizzare questa fase di consolidamento per costruire posizioni long su modesti ribassi dei prezzi. In particolare, riteniamo opportuno valutare l’acquisto di opzioni call sull’oro con scadenze a fine settembre 2026 per intercettare la prossima gamba rialzista quando la volatilità macroeconomica tornerà a salire. Questo approccio limita il rischio di ribasso e, al contempo, ci posiziona per beneficiare di un eventuale ritorno dell’oro sopra i principali livelli di resistenza.
Storicamente, quando le posizioni nette long si mantengono sopra la soglia di 180 mila durante un bull market strutturale, i prezzi dell’oro tendono a consolidare prima di un nuovo breakout. Ad esempio, consolidamenti analoghi del posizionamento in cicli precedenti hanno preceduto rialzi medi superiori al 5% nel mese successivo. È opportuno monitorare da vicino i prossimi dati sull’inflazione e le dichiarazioni delle banche centrali, poiché qualsiasi segnale dovish potrebbe innescare un rapido rally alimentato da ricoperture di posizioni short.
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