L’Indice del Dollaro USA (DXY) ha restituito i guadagni iniziali venerdì, mentre i mercati valutavano il sospetto intervento giapponese e la prospettiva di un’azione diretta degli Stati Uniti sul mercato dello yen. L’indice era in area 99,96 dopo aver toccato in precedenza 100,45, e scambiava vicino a un minimo di sei settimane. Il DXY era inoltre avviato a chiudere luglio in territorio negativo. La pressione è aumentata dopo il forte sell-off di giovedì, quando lo yen giapponese si è rafforzato su vasta scala; Reuters, citando una fonte di mercato, ha riferito che le autorità giapponesi avrebbero probabilmente effettuato un’operazione su larga scala di vendita di dollari USA e acquisto di yen durante le ore di contrattazione negli Stati Uniti. Le preoccupazioni si sono intensificate venerdì dopo che Reuters ha riportato che il Tesoro USA avrebbe comunicato a diverse banche che potrebbe intervenire e avrebbe chiesto loro di restare pronte.
La svolta della Federal Reserve verso una forward guidance più limitata ha aggiunto pressione, anche se la banca centrale ha mantenuto i tassi al 3,50%-3,75% mercoledì. La presidente della Fed di Dallas Lorie Logan, che ha votato per un rialzo, ha detto che l’inflazione probabilmente resterà sopra il target senza una restrizione di politica monetaria, a meno di uno shock inatteso. Sul fronte dei dati, l’indice finale di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan è salito a 55,2 in luglio da 54,4, mentre le aspettative dei consumatori sono aumentate a 55,4 da 54; le aspettative d’inflazione a un anno e a cinque anni sono rimaste invariate rispettivamente al 4,2% e al 3,3%. La prossima settimana sono in agenda gli indici PMI ISM di luglio e il rapporto NFP, con le buste paga attese a 91 mila contro 57 mila e il tasso di disoccupazione al 4,3% contro 4,2%.
Strategie di trading in un contesto di debolezza del dollaro e rischi di intervento sul FX
Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a una prosecuzione della pressione ribassista sul dollaro USA, mentre l’indice oscilla appena sotto la soglia critica di 100. Con il DXY in difficoltà a 99,96 e luglio destinato a chiudere in rosso, l’acquisto di opzioni put sul biglietto verde appare una strategia sensata per le prossime settimane. Ci aspettiamo che l’indice metta presto alla prova la parte bassa del range di negoziazione previsto 96-100.
La minaccia di ulteriori interventi di acquisto di yen è altamente credibile, soprattutto perché i dati storici mostrano che il Giappone ha speso un record di 9,8 trilioni di yen (circa 62 miliardi di dollari) in operazioni simili durante precedenti difese valutarie. Poiché il Tesoro USA ha ora avvertito le principali banche di restare pronte per una potenziale azione congiunta, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put su USD/JPY per cogliere improvvise discese. Questa minaccia di intervento coordinato probabilmente terrà un pesante “tappo” su eventuali recuperi del dollaro.
Posizionamento in vista dei dati sul mercato del lavoro USA e dell’incertezza sui tassi a lungo termine
Dobbiamo inoltre posizionare i portafogli in vista di un indebolimento del mercato del lavoro statunitense, in attesa dei report macro chiave della prossima settimana. I mercati si aspettano che i Nonfarm Payrolls di luglio si attestino su un modesto 91.000, mentre il tasso di disoccupazione salga al 4,3%, dal 4,2% di giugno. I trader su derivati dovrebbero utilizzare straddle su opzioni sulle principali coppie in dollari per trarre profitto dalla forte volatilità attesa attorno a questi numeri sull’occupazione e ai prossimi PMI ISM.
Infine, riteniamo che l’attuale livello dei tassi della Federal Reserve, al 3,50%-3,75%, non stia riuscendo a raffreddare le aspettative d’inflazione di lungo periodo, che restano bloccate al 3,3%. Questo ritardo della politica monetaria implica che il dollaro USA stia perdendo rapidamente il suo vantaggio di rendimento rispetto ad altre valute globali. Consigliamo di utilizzare futures sui tassi d’interesse per coprirsi contro una banca centrale sempre più percepita come in ritardo rispetto alla curva dell’inflazione.
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