AUD/USD si è mosso intorno a 0,7020 nella sessione USA di venerdì, con il Dollaro australiano penalizzato dai deboli dati sull’attività in Cina, nonostante un rafforzamento delle aspettative d’inflazione domestiche. L’NBS cinese ha riportato un PMI manifatturiero in calo a 49,2 a luglio da 50,3, sotto il consenso a 50,0, mentre il PMI non manifatturiero è sceso a 49,0 da 50,2. In Australia, il PPI è salito al 3,6% a/a nel secondo trimestre dal 3,0%, ma il dato non è bastato a compensare il freno proveniente dalla Cina e un dollaro USA più solido.
Il dollaro USA ha inoltre trovato supporto dopo che la presidente della Fed di Dallas, Lorie Logan, ha affermato che la politica monetaria non sta frenando l’economia e che l’inflazione non è sulla buona strada per tornare all’obiettivo del 2% della Fed, aggiungendo che avrebbe preferito un rialzo di 25 punti base. Su base a quattro ore, AUD/USD era vicino a 0,7025, sopra le SMA a 20 e 100 periodi appena sotto 0,7000, con RSI intorno a 63. La resistenza è vista a 0,7039 e 0,7045, mentre il supporto si colloca a 0,7025 e 0,6992, con la SMA a 20 periodi vicino a 0,6982 e la SMA a 100 periodi vicino a 0,6980.
Rischi di volatilità e principali livelli tecnici
Suggeriamo che i trader su derivati si preparino a un aumento della volatilità su AUD/USD nelle prossime settimane, mentre la coppia oscilla attorno al livello critico di 0,7020. Sebbene gli indicatori tecnici di breve periodo mostrino un lieve slancio rialzista, il prezzo resta fortemente contenuto da resistenze chiave a 0,7039 e 0,7045. Va monitorata con attenzione la zona di supporto a 0,7000, dove convergono le medie mobili a 20 e 100 periodi: una rottura al ribasso potrebbe innescare una discesa rapida.
Tensioni fondamentali e strategie operative
Il contesto fondamentale è altamente contrastato, e ciò impone cautela sulle scommesse direzionali di lungo periodo. La contrazione del manifatturiero cinese, con il PMI di luglio sceso a 49,2, storicamente esercita una forte pressione ribassista sul Dollaro australiano per via di legami commerciali profondamente integrati. Dall’altro lato, l’accelerazione del PPI domestico australiano nel secondo trimestre al 3,6% indica che l’inflazione “a monte” resta tenace, elemento che potrebbe costringere la Reserve Bank of Australia a mantenere i tassi su livelli elevati.
A complicare ulteriormente il quadro, i commenti hawkish di esponenti della Fed stanno ridando vigore al dollaro USA in vista di agosto. Con i policy maker che segnalano che l’inflazione non è ancora sulla traiettoria per centrare il target del 2%, il biglietto verde è destinato a rimanere resiliente. Questo scenario macro richiama periodi storici in cui tassi USA elevati hanno limitato il potenziale rialzista delle valute legate alle materie prime, come l’aussie.
Per i trader di opzioni, raccomandiamo strategie “range-bound” come gli iron condor per sfruttare questo braccio di ferro, fissando i limiti appena oltre il supporto a 0,6980 e la resistenza a 0,7050. In alternativa, i trader direzionali dovrebbero attendere una chiusura giornaliera confermata sopra 0,7045 per acquistare call, oppure una rottura sotto 0,6980 per acquistare put. Sarà cruciale mantenere dimensioni di posizione contenute mentre il mercato assimila questi segnali economici contrastanti.
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