USD/CHF ha ridotto i guadagni iniziali venerdì, mentre il Dollaro USA faticava a rimbalzare dopo il forte sell-off di giovedì, attribuito a una sospetta intervento giapponese a sostegno dello JPY. Il cross scambiava in area 0,8086 dopo aver toccato un massimo intraday a 0,8128; era in rialzo di circa lo 0,45% nella giornata ma restava avviato verso una flessione settimanale. Reuters ha riferito che il Tesoro USA avrebbe comunicato a diverse banche che potrebbe intervenire sul mercato dello yen venerdì e le avrebbe esortate a restare pronte per ulteriori azioni, smorzando il tentativo del biglietto verde di recuperare dai minimi delle ultime sei settimane. L’Indice del Dollaro USA (DXY) oscillava intorno a 100,07, in calo rispetto al picco intraday di 100,45, mentre Brown Brothers Harriman ha indicato per il DXY un range atteso 96,00–100,00.
La Fed ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 3,50%–3,75% per il quinto meeting consecutivo mercoledì, con tre membri favorevoli a un rialzo immediato di 25 punti base. I mercati prezzano una probabilità di circa il 65% di un aumento a settembre, secondo il CME FedWatch Tool. In Svizzera l’attenzione si sposta sul CPI di luglio in pubblicazione lunedì, dopo che l’inflazione annua è scesa allo 0,5% a giugno dallo 0,6% di maggio, restando vicino alla parte bassa dell’intervallo di stabilità dei prezzi della SNB e rafforzando le attese di un tasso di policy allo 0%.
USD/CHF e volatilità USD: strategie su opzioni e derivati
Con il Dollar Index in calo a 100,07 e le principali istituzioni che prevedono una discesa nel range 96,00–100,00, raccomandiamo ai trader di derivati di impostare posizioni corte sul USD in occasione dei rimbalzi. In particolare, l’acquisto di opzioni put out-of-the-money su USD/CHF potrebbe offrire rendimenti interessanti qualora il cross arretri dal recente massimo di 0,8128. Storicamente, quando il DXY perde livelli psicologici chiave come 100, i cambi di momentum possono innescare cali rapidi del 3%–5% nelle principali coppie valutarie nelle settimane successive.
La minaccia di un intervento congiunto delle banche centrali sul mercato valutario, richiamata dall’avvertimento del Tesoro USA alle principali banche, introduce un marcato tail risk per i cross in USD. Per gestire questa volatilità improvvisa, suggeriamo ai trader di derivati di utilizzare strategie long straddle su USD/JPY o opzioni cross-currency. Durante precedenti interventi valutari di ampia portata, come le storiche operazioni giapponesi di acquisto di yen per 60 miliardi di dollari, la volatilità implicita è aumentata bruscamente, rendendo particolarmente redditizie le strategie in opzioni long-volatility per chi era posizionato in anticipo.
Strategie su tassi d’interesse e franco svizzero
Considerato che i mercati prezzano attualmente una probabilità del 65% di rialzo dei tassi Fed a settembre, i derivati sui tassi offrono un profilo rischio/rendimento interessante. Proponiamo operazioni sui futures SOFR di settembre per cogliere la discrepanza tra la pausa della banca centrale e il dissenso “hawkish” dei policymaker favorevoli a un rialzo di 25 pb. Se i prossimi dati macro continueranno a segnalare un’inflazione persistente, questa probabilità del 65% potrebbe rapidamente salire verso l’85%, spingendo al rialzo i rendimenti dei Treasury a breve scadenza.
Con i dati sull’inflazione svizzera di luglio in uscita lunedì, i trader devono prepararsi anche a possibili movimenti del franco. Poiché l’inflazione svizzera è rallentata allo 0,5% a giugno, la Banca Nazionale Svizzera è altamente probabile che mantenga il tasso di policy fermo allo 0% per evitare un eccessivo rafforzamento del franco. Raccomandiamo la vendita di opzioni call su CHF a breve scadenza per incassare premio, poiché l’impostazione “dovish” della SNB dovrebbe limitare eventuali apprezzamenti improvvisi della valuta svizzera.
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