L’euro scende sotto 1,1500 mentre il dollaro rimbalza tra tensioni in Medio Oriente e scommesse su una Fed più aggressiva

by VT Markets
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Jul 31, 2026

L’euro è sceso contro il dollaro USA venerdì, mentre le ricoperture sul biglietto verde dopo il forte sell-off di giovedì hanno riportato EUR/USD sotto 1,1500. La coppia scambiava intorno a 1,1488, in calo dal massimo di sei settimane a 1,1537 segnato il giorno prima. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le aspettative di una Federal Reserve più “hawkish” hanno sostenuto il dollaro, con il Dollar Index (DXY) a circa 100,34, in rialzo dello 0,37% nella seduta. I mercati guardano alle letture finali dell’Università del Michigan sulla fiducia dei consumatori e sulle aspettative d’inflazione, attese più tardi nella giornata di venerdì.

Mercoledì la Fed ha mantenuto i tassi al 3,50%-3,75%, mentre tre membri hanno dissentito a favore di un rialzo immediato di 25 punti base. Le quotazioni implicite tramite il CME FedWatch Tool indicano una probabilità del 66% di un aumento di 25 punti base a settembre, con i prezzi del petrolio elevati visti come una fonte di rischio inflazionistico. Nell’area euro, l’inflazione HICP preliminare di luglio è salita al 2,9% su base annua, in linea con le attese e in lieve aumento dal 2,8% di giugno, mentre l’inflazione core è aumentata al 2,5% dal 2,4%. Société Générale ha affermato che i dati restano coerenti con la proiezione della BCE di giugno di un 2,5% a/a per il 3° trimestre 2026, insieme a una solida lettura del PIL del 2° trimestre 2026.

Opportunità di volatilità su FX e metalli preziosi

Suggeriamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento della volatilità sulla coppia EUR/USD, poiché sia la Federal Reserve sia la Banca Centrale Europea segnalano possibili rialzi dei tassi a settembre. Con la coppia attualmente intorno a 1,1488 e sotto pressione al ribasso, opzioni put di breve periodo su EUR/USD potrebbero beneficiare della forza immediata del dollaro USA. I dati storici mostrano che, durante fasi di doppio irrigidimento delle banche centrali, la volatilità valutaria tende tipicamente a impennarsi fino al 20%, rendendo particolarmente interessanti strategie di acquisto di volatilità come gli straddle.

Alla luce dei commenti “hawkish” di esponenti della Fed e di una probabilità del 66% di un rialzo a settembre, riteniamo che l’oro sia altamente esposto a una correzione al ribasso. L’aumento dei tassi incrementa il costo opportunità di detenere asset privi di rendimento, fattore che storicamente pesa sui prezzi dell’oro durante i cicli di restrizione monetaria. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni put sui futures dell’oro per coprirsi da questa pressione macroeconomica, finché i rischi d’inflazione restano orientati al rialzo.

Futures sui tassi come mossa strategica

Raccomandiamo inoltre di concentrarsi sui futures sui tassi di breve termine per sfruttare il cambiamento delle aspettative tra Stati Uniti e area euro. Con l’inflazione core dell’Eurozona salita al 2,5% e tre membri della Fed già favorevoli a rialzi immediati, il divario tra il pricing di mercato e l’azione delle banche centrali si sta ampliando. Un posizionamento sui futures sui tassi può contribuire a catturare performance in vista delle attesissime riunioni di politica monetaria di settembre.

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