L’oro è sceso venerdì mentre il Dollaro USA si stabilizzava dopo la svendita di giovedì, e le solide aspettative sui tassi della Federal Reserve hanno continuato a pesare sul metallo privo di rendimento. XAU/USD scambiava vicino a 4.037 dollari, in calo dell’1,60% nella giornata, dopo non essere riuscito a mantenersi sopra 4.100. Il Dollar Index è sceso giovedì a un minimo di sei settimane, tra sospetti di intervento di Tokyo sul mercato valutario per sostenere lo yen giapponese, per poi recuperare fino a circa 100,34, in rialzo dello 0,37%. Il biglietto verde ha trovato supporto nel conflitto in Medio Oriente e nei prezzi energetici più alti, che alimentano i timori d’inflazione, anche se l’indice restava avviato a chiudere luglio in negativo.
L’oro, intanto, era posizionato per interrompere una sequenza di quattro mesi consecutivi in calo, con i compratori in difesa dell’area 4.000, sebbene i rendimenti elevati dei Treasury USA abbiano limitato i rimbalzi. La Fed ha mantenuto i tassi al 3,50%-3,75% mercoledì, con tre membri favorevoli a un rialzo immediato, e i mercati prezzavano circa il 66% di probabilità di un aumento di 25 punti base a settembre (CME FedWatch Tool). Gli indicatori tecnici mostravano segnali di stabilizzazione: RSI vicino a 45 e ADX intorno a 28. Un supporto era visto a 4.000 e poi 3.850, mentre le resistenze si collocavano sulla SMA a 21 giorni a 4.071, seguita dalla SMA a 50 giorni a 4.185 e dalla SMA a 100 giorni a 4.425.
Strategie in range e coperture protettive
Raccomandiamo ai trader di derivati di adottare strategie “range-bound” sull’oro nelle prossime settimane, poiché il metallo mantiene un supporto cruciale al livello psicologico di 4.000. Con l’Average Directional Index (ADX) a 28, indicativo di un indebolimento del trend, la vendita di strangle di breve termine o di iron condor potrebbe risultare molto redditizia. Questa impostazione consente di incassare premio prevedendo che XAU/USD oscilli in modo relativamente contenuto tra il supporto a 3.850 e la resistenza a 4.185.
Dobbiamo inoltre prepararci alla probabilità del 66% di un rialzo dei tassi Fed a settembre, che storicamente mantiene pressione sui prezzi dell’oro per via dell’aumento dei rendimenti reali. I dati dei precedenti cicli di inasprimento mostrano che, quando il mercato prezza un’elevata probabilità di rialzo, l’oro spesso registra arretramenti temporanei del 3%-5% nelle settimane che precedono la riunione. Per proteggersi da un potenziale cedimento sotto 4.000, i trader dovrebbero considerare l’acquisto di put fuori dal denaro a basso costo come copertura protettiva.
Implicazioni del Dollar Index e aggiustamenti tattici sulle opzioni
Al tempo stesso, la stabilizzazione del Dollar Index USA in area 100,34 suggerisce che tensioni geopolitiche persistenti potrebbero convogliare flussi “safe-haven” verso il biglietto verde più che verso il metallo. Storicamente, un aumento sostenuto dell’1% del Dollar Index è correlato a un calo dello 0,6% dell’oro quando i tassi sono elevati. Di conseguenza, suggeriamo di utilizzare bear-put spread sui futures dell’oro per intercettare eventuali improvvisi movimenti al ribasso innescati da un rafforzamento del dollaro.
Se l’oro dovesse riuscire a chiudere su base giornaliera sopra la media mobile a 21 giorni a 4.071, dovremmo ruotare rapidamente verso bull call spread di breve termine. Questo cambio tattico consentirebbe di puntare al successivo livello di resistenza tecnica principale in area 4.185, in prossimità della media mobile a 50 giorni. Fino a quando non si verificherà tale breakout, mantenere un’impostazione market-neutral e concentrarsi su strategie in opzioni orientate alla generazione di reddito resta l’approccio più prudente.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.