L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IAPC) core dell’Eurozona è aumentato del 2,5% su base annua a luglio, attestandosi sopra l’attesa di mercato del 2,4%. Il dato indica che l’inflazione di fondo è rimasta leggermente più sostenuta del previsto nel periodo.
Lo scarto di 0,1 punti percentuali tra il valore effettivo e quello atteso colloca l’IAPC core di luglio marginalmente al di sopra del consenso. Nel comunicato non è stata fornita alcuna ulteriore scomposizione.
Implicazioni per la politica monetaria e il posizionamento dei trader
Con l’inflazione core dell’Eurozona al 2,5% oggi, sopra l’attesa del 2,4%, emergono segnali chiari che le pressioni sui prezzi restano ostinate. Questa sorpresa al rialzo implica che la Banca Centrale Europea probabilmente manterrà i tassi più alti più a lungo di quanto il mercato avesse precedentemente scontato. Riteniamo che i trader sui derivati debbano adeguare immediatamente i portafogli per tenere conto di una banca centrale più “hawkish” nelle prossime settimane.
Nel comparto del reddito fisso, suggeriamo posizioni corte sui derivati del debito a breve termine dell’Eurozona, come i futures sullo Schatz tedesco a due anni. Storicamente, un’inflazione core superiore alle attese innesca un rapido rialzo dei rendimenti sulle scadenze corte, simile ai balzi di 10-15 punti base osservati in occasione di sorprese inflazionistiche analoghe negli ultimi due anni. Anche il posizionamento sugli overnight index swap (OIS) per prezzare una probabilità più bassa di un taglio dei tassi in autunno è una strategia pienamente percorribile.
Strategie su valuta e mercati azionari
Per i trader valutari, ci aspettiamo che l’euro trovi un solido supporto contro il dollaro USA e la sterlina britannica con lo spostamento dei differenziali di rendimento. L’acquisto di opzioni call EUR/USD a breve scadenza consente di capitalizzare su questa divergenza di politica monetaria, poiché la BCE è costretta a rinviare il ciclo di allentamento. I dati di mercato recenti mostrano che l’euro spesso guadagna tra lo 0,5% e lo 0,8% contro le principali valute nei giorni successivi a un dato d’inflazione “caldo”, rendendo interessanti i derivati rialzisti sulla moneta unica.
Infine, raccomandiamo di coprire l’esposizione azionaria tramite opzioni put sull’indice Euro Stoxx 50. Un’inflazione core elevata comprime i margini di profitto delle imprese e tassi d’interesse elevati più a lungo finiranno inevitabilmente per pesare sulle valutazioni azionarie europee. Poiché i livelli degli indici di volatilità azionaria sono relativamente bassi oggi, l’acquisto di opzioni protettive è attualmente poco costoso e ci tutela da una più ampia correzione del mercato.
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