La rupia ha esteso venerdì una serie di rialzi durata una settimana contro il dollaro USA, spingendo il cambio USD/INR su un nuovo minimo di oltre due settimane in area 95,30, dopo che il calo notturno del biglietto verde ha alimentato dubbi sulla determinazione della Federal Reserve nel contenere l’inflazione. L’indice del dollaro, DXY, era in ultimo rialzo dello 0,27% a circa 100,23, nonostante giovedì sia sceso di quasi lo 0,9% fino a area 99,86. I mercati hanno interpretato la scelta del presidente della Fed Kevin Warsh di non fornire indicazioni prospettiche, pur ribadendo che la politica monetaria verrà adeguata se necessario per affrontare l’inflazione.
Prezzi del petrolio più elevati restano un freno per la rupia, alla luce dei rischi per l’offerta energetica legati alle ostilità tra USA e Iran e alle tensioni nello Stretto di Hormuz e a Bab el-Mandeb. Il prossimo catalizzatore domestico è la decisione della Reserve Bank of India del 5 agosto, con il tasso repo di riferimento atteso invariato al 5,25%; a giugno l’inflazione CPI è salita del 4,4% su base annua, all’interno della banda 2–6% della RBI. Sul piano tecnico, USD/INR è rimasto sotto la media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni a 95,81, con RSI intorno a 44; la resistenza si colloca in area 95,81 e 96,00, mentre il supporto è visto sul minimo del 7 luglio a 94,80.
Momentum ribassista su USD/INR e strategie operative
La rupia indiana sta guadagnando terreno con decisione, spingendo la coppia USD/INR verso area 95,30 mentre crescono i dubbi sull’impegno della Federal Reserve nel contrastare l’inflazione. Alla luce di questo momentum ribassista, suggeriamo agli operatori sui derivati di puntare su posizioni short sui future USD/INR, mirando a un’ulteriore discesa verso il livello chiave di supporto a 94,80. Per gestire il rischio in modo efficace, gli stop-loss andrebbero collocati appena sopra la EMA a 20 giorni, che sta fungendo da resistenza in area 95,81.
Con la Reserve Bank of India ampiamente attesa lasciare invariato il tasso repo al 5,25% il 5 agosto, ci attendiamo una sostanziale stabilità della rupia nel breve termine. Poiché l’inflazione al consumo in India si è attestata intorno a un gestibile 4,4% — ben all’interno del range obiettivo 2%–6% della banca centrale — la volatilità implicita sulle opzioni a breve scadenza potrebbe ridursi dopo l’annuncio. I trader possono sfruttare questo contesto impostando bear put spread per intercettare il trend discendente senza pagare eccessivamente i premi delle opzioni.
Rischi dal mercato energetico e indicazioni di copertura
Occorre tuttavia mantenere un approccio molto prudente sul fronte energetico, dove l’escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente continua a sostenere prezzi del petrolio elevati. Storicamente, l’India dipende dalle importazioni per coprire oltre l’85% del proprio fabbisogno di greggio, rendendo la rupia particolarmente sensibile all’aumento dei costi energetici. Per coprirsi da un’inversione improvvisa, suggeriamo di detenere opzioni call USD/INR out-of-the-money come misura protettiva a basso costo contro shock improvvisi dell’offerta di petrolio.
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