L’oro ha contenuto le perdite intraday in Asia dopo non essere riuscito a proseguire il rimbalzo di due sedute oltre 4.100 dollari, mentre il dollaro USA si è ripreso dal calo di giovedì fino al livello più debole dal 17 giugno. I dati statunitensi hanno segnalato un momentum più morbido: il PIL del secondo trimestre è cresciuto a un tasso annualizzato dell’1,5% rispetto al 2,1% precedente, mentre l’indice dei prezzi PCE headline è sceso dello 0,1% a giugno, primo calo mensile da aprile 2020. Il PCE su base annua è sceso al 3,7% dal 4,1%, la componente core è salita dello 0,1% rispetto allo 0,3% di maggio e il tasso annuo core è scivolato al 3,3% dal 3,4%. Ciononostante, la volatilità del petrolio legata allo scontro tra USA e Iran ha mantenuto vive le preoccupazioni per l’inflazione; i militari statunitensi hanno riferito di una pesante ondata di attacchi contro l’Iran, mentre Teheran ha respinto la proposta dell’Oman di una gestione 50-50 dello Stretto di Hormuz e l’Arabia Saudita ha cercato una coalizione per proteggere le rotte nello Stretto di Bab al-Mandab, nel Mar Rosso e nel Golfo di Aden.
Le aspettative sui tassi hanno continuato a restare orientate in senso hawkish: il CME FedWatch indicava oltre l’85% di probabilità di almeno un rialzo Fed entro fine anno, sostenendo i rendimenti dei Treasury e il dollaro e penalizzando l’oro, che non offre rendimento. Il metallo è rimasto ingabbiato in un range, con l’attenzione rivolta all’indice di fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan e alle aspettative di inflazione. Sul piano tecnico, l’azione dei prezzi sta consolidando in modo ribassista dopo la rottura al di sotto della SMA a 200 giorni, con MACD ancora positivo e RSI poco sotto 50; le resistenze si collocano in area 4.175 dollari e poi 4.200 dollari e sulla SMA a 200 giorni a 4.490,81 dollari, mentre i supporti sono visti intorno a 3.976–4.000 dollari.
Strategie di trading per mercati dell’oro in range
Raccomandiamo ai trader su derivati di prepararsi a un periodo di scambi in un range stretto sul mercato dell’oro nelle prossime settimane. Con l’oro che fatica a mantenersi sopra la soglia dei 4.100 dollari, monitoriamo da vicino la principale area di supporto tra 3.976 e 4.000 dollari. Per i trader di opzioni, la vendita di strangle di breve termine o di iron condor può risultare molto efficace finché i prezzi restano contenuti sotto la resistenza a 4.175 dollari.
Il principale motore di questa fase di consolidamento è la rinnovata forza del dollaro USA, sostenuta dalle persistenti aspettative di tassi elevati. Pur con il rallentamento del PIL USA del 2° trimestre all’1,5% e il raffreddamento dell’inflazione PCE di giugno al 3,7%, i rischi inflattivi legati all’energia restano una minaccia costante. Secondo i più recenti dati del CME FedWatch, permane una probabilità dell’85% di un ulteriore rialzo dei tassi quest’anno, fattore che mantiene elevati i rendimenti dei Treasury statunitensi e limita l’appeal dell’oro, privo di rendimento.
Geopolitica, tecnica e gestione del rischio
Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno inoltre mantenendo un elevato premio al rischio incorporato sia nell’energia sia nei metalli preziosi. Le interruzioni in corso nello Stretto di Hormuz e nel Mar Rosso hanno mantenuto volatile il Brent, con il rischio di spingere nuovamente al rialzo l’inflazione globale. Storicamente, stalli geopolitici analoghi hanno portato a forti e temporanei balzi della volatilità implicita dell’oro, il che implica che i trader dovrebbero mantenere dimensioni di posizione prudenti per gestire eventuali margin call improvvise.
Dal punto di vista tecnico, l’incapacità dell’oro di riportarsi sopra la media mobile semplice a 200 giorni, che si colloca molto più in alto a 4.490,81 dollari, segnala un contesto ribassista dominante. Indicatori di momentum come l’RSI oscillano poco sotto la linea dei 50, suggerendo che eventuali rimbalzi siano probabilmente destinati a incontrare una forte pressione in vendita. Suggeriamo di posizionare stop loss appena sopra 4.200 dollari per le posizioni short, mentre ci si prepara a comprare sui ribassi se i prezzi dovessero scivolare verso il solido supporto a 3.976 dollari.
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