La Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso sui federal funds nell’intervallo 3,5%-3,75%, ma la decisione ha spaccato il comitato: tre funzionari hanno dissentito rispetto alla maggioranza di nove membri, favorevole a un rialzo di un quarto di punto. La presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack, il presidente della Fed di Minneapolis Neel Kashkari e la numero uno della Fed di Dallas Lorie Logan hanno sostenuto una linea più restrittiva. Sotto Kevin Warsh, il FOMC ha fornito meno “forward guidance”: il primo comunicato sotto la sua guida era di 130 parole, contro oltre 300 sotto Jerome Powell, e il testo di luglio ha replicato quello di giugno salvo i dettagli sul voto.
Il mercato ha prezzato in direzione opposta. Dopo la decisione, il rendimento del Treasury decennale è salito di 5 punti base al 4,657%, mentre il trentennale è balzato di 9 punti base al 5,193%. In parallelo, il bilancio della Fed è tornato a crescere dopo aver toccato un minimo a 6,54.000 miliardi di dollari il 1° dicembre 2025, per poi arrivare a 6,75.000 miliardi in seguito alla decisione di ottobre 2025 di porre fine, dal 1° dicembre, alla riduzione del bilancio e all’annuncio di dicembre di acquisti per 40 milioni di dollari in Treasury bill, con acquisti destinati a restare elevati per alcuni mesi prima di essere ridotti.
La fine delle riunioni della Fed “prevedibili” e le opportunità sulla volatilità
Con Kevin Warsh che lascia il mercato al buio, l’era delle riunioni della Fed prevedibili è ufficialmente finita. Bisogna prepararsi a un forte aumento della volatilità, mentre i trader cercano di intuire la prossima mossa della banca centrale senza la rete di sicurezza del “forward guidance”. Storicamente, quando la Fed smette di “accompagnare” il mercato, indicatori come il MOVE index — che misura la volatilità del mercato obbligazionario — spesso schizzano sopra quota 120, rendendo particolarmente interessanti strategie long-volatility come gli straddle in questa fase.
Il netto rialzo del rendimento del Treasury decennale al 4,657% e del trentennale al 5,193% mostra che il mercato si sta preparando a un’inflazione di lungo periodo. Raccomandiamo ai trader di derivati di guardare con attenzione a posizionamenti da “steepening” della curva, ad esempio acquistando put su ETF governativi a lunga durata come TLT. Il trend ribassista sui titoli lunghi sta prendendo slancio e i dati storici dei precedenti cicli inflazionistici suggeriscono che i rendimenti di lungo termine hanno ancora margine per salire.
Espansione del bilancio e strategie di trading in un contesto di divisione
Nonostante i toni duri sull’inflazione, la silenziosa espansione del bilancio della Fed a 6.750 miliardi di dollari sta reimmettendo ampia liquidità nel sistema finanziario. Questo quantitative easing “coperto” implica che gli asset rischiosi, incluse azioni e materie prime, potrebbero rimanere sorprendentemente resilienti. Per sfruttare il tema, si possono utilizzare call su indici azionari o su futures dell’oro per catturare il potenziale rialzo legato a questa spinta di liquidità.
Con tre presidenti di Fed regionali che hanno votato apertamente per un rialzo dei tassi, la spaccatura interna rende totalmente incerta la prossima decisione sui tassi. Questa mancanza di consenso potrebbe innescare movimenti bruschi e improvvisi nei derivati sui tassi a breve, come i futures sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR). È possibile sfruttare disallineamenti di prezzo impostando spread su opzioni che beneficiano di oscillazioni più ampie e imprevedibili nelle prossime settimane.
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