La riunione di luglio del Politburo cinese ha indicato un orientamento di politica economica improntato alla prudenza, senza annunciare stimoli su larga scala nonostante il riconoscimento dei rischi per la crescita. L’enfasi si è spostata sull’esecuzione nel secondo semestre 2026, incentrata su una maggiore rapidità della spesa fiscale e su un utilizzo più tempestivo dei proventi obbligazionari per accelerare il programma infrastrutturale delle “Sei Reti”, insieme ad altri progetti chiave, a iniziative di nuova infrastruttura e di sviluppo sociale.
Per il 2026, il deficit di bilancio “allargato” — che combina il deficit ufficiale, il plafond di obbligazioni speciali degli enti locali e i bond sovrani speciali — è stimato a 11,8 mila miliardi di CNY, sostanzialmente in linea con il 2025. Raggiungere l’obiettivo annuale implica ulteriori 7,2 mila miliardi di CNY, pari al 5,2% del PIL, il che equivarrebbe a un impulso fiscale significativo nella seconda metà dell’anno. Con un’implementazione più incisiva, la crescita del PIL è prevista in recupero dal 4,3% a/a del 2° trimestre, con una crescita dell’intero anno vista al 4,6%, coerente con il range-obiettivo 4,5–5,0%. Se le tensioni commerciali USA–Cina dovessero intensificarsi, una risposta “fuori ciclo” potrebbe assumere la forma di un bilancio supplementare annunciato alla riunione economica del Politburo di ottobre, in modo analogo a ottobre 2023.
Implementazione delle politiche e impatto sui mercati
Dopo la recente riunione di luglio del Politburo, riteniamo che i trader in derivati dovrebbero posizionarsi per un rimbalzo tattico degli asset cinesi guidato dal fisco, piuttosto che attendere un massiccio salvataggio monetario. Poiché Pechino sta concentrando gli sforzi nel dispiegare i restanti 7,2 mila miliardi di CNY del deficit di bilancio allargato pari a 11,8 mila miliardi di CNY, la spesa fiscale accelererà in modo marcato nelle prossime settimane. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call a breve scadenza sull’Hang Seng Index per cogliere questo impulso di breve periodo legato all’esecuzione delle politiche.
L’imminente afflusso di obbligazioni speciali dei governi locali per finanziare questi progetti infrastrutturali chiave probabilmente eserciterà pressioni sul mercato obbligazionario onshore. Storicamente, forti picchi di offerta spingono al rialzo i rendimenti sovrani, in modo analogo alla reazione del mercato durante l’emissione di bond sovrani dell’ottobre 2023, quando i rendimenti aumentarono sensibilmente. Suggeriamo ai trader in derivati di andare short sui future del titolo di Stato cinese a 10 anni oppure di entrare in payer swap per beneficiare del rialzo dei rendimenti man mano che accelera l’emissione di obbligazioni.
Fattori di rischio e coperture tattiche
Pur aspettandoci che la crescita del PIL cinese risalga verso il 4,6% nella seconda metà dell’anno, le imminenti tensioni commerciali USA-Cina rappresentano un rilevante rischio di volatilità. I trader dovrebbero valutare l’acquisto di opzioni call USD/CNH out-of-the-money con scadenza a fine ottobre per coprirsi da potenziali escalation tariffarie. Se i conflitti commerciali dovessero intensificarsi, prevediamo un pacchetto di stimolo “fuori ciclo” che innescherà movimenti bruschi e improvvisi del renminbi.
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