La sterlina avanza mentre la Bank of England mantiene i tassi, tra il calo del dollaro guidato dallo yen e dati USA più deboli

by VT Markets
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Jul 30, 2026

La sterlina è salita contro il dollaro USA dopo che la Bank of England ha mantenuto il Bank Rate al 3,75% con una decisione 6-3, mentre un brusco movimento sull’USD/JPY di oltre 400 pip ha trascinato il biglietto verde al ribasso contro i principali pari del G8. Il cambio GBP/USD era a 1,3430, in rialzo dello 0,40%, mentre l’indice del dollaro USA (DXY) è sceso di oltre lo 0,60% ai minimi degli ultimi 30 giorni. Anche i dati macro USA hanno contribuito a un tono più debole: la crescita del 2° trimestre 2026 è risultata pari all’1,5% contro attese del 2,1% e l’inflazione Core PCE è rallentata al 3,7% a giugno dal 4,1% di maggio, in linea con le aspettative e con la lettura GDP Now della Fed di Atlanta.

La pausa della BoE è stata accompagnata da tre voti a favore di un rialzo di 25 punti base da parte dei membri del MPC Greene, Mann e Pill, in contrasto con una precedente ripartizione attesa 7-2. Sul fronte tecnico, il GBP/USD è stato indicato anche a 1,3456, mantenendosi sopra le medie mobili semplici a 50, 100 e 200 giorni, raggruppate a 1,3364, e sopra una linea di supporto crescente in area 1,3159, mentre testava una resistenza intorno a 1,3458. Tra gli indicatori di momentum: un RSI (14) vicino a 58, e l’FXS Fed Sentiment Index è stato descritto come elevato in vista della fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan.

Intervento sullo yen accende la volatilità, la sterlina punta al breakout

Consigliamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità estrema sulle coppie legate allo yen dopo l’improvviso calo di 400 pip dell’USD/JPY, che indica con forza un nuovo maxi-intervento delle autorità giapponesi. Storicamente, interventi di rilievo come quello record del 2024, con 9,8 trilioni di yen spesi, innescano trend prolungati per più settimane, piuttosto che semplici picchi di una sola seduta. Raccomandiamo strategie opzionali long volatility, come gli straddle, per catturare queste oscillazioni di ampia portata senza dover assumere una direzione netta.

L’impulso della sterlina a 1,3430, alimentato da una ripartizione 6-3 della Bank of England dal tono hawkish, offre un set-up di breakout particolarmente interessante per i trader del cable. Con il cambio che testa la resistenza della trendline discendente chiave a 1,3458 e che si mantiene sopra il cluster delle tre medie mobili semplici a 1,3364, il percorso di minore resistenza appare orientato al rialzo. Suggeriamo l’acquisto di opzioni call a breve scadenza per sfruttare un breakout pulito sopra 1,3460, mantenendo stop-loss stretti appena sotto il supporto in area 1,3360.

Incertezza Fed tra timori di stagflazione

La debole stampa del PIL USA del 2° trimestre all’1,5% combinata con il Core PCE di giugno al 3,7% segnala che stanno aumentando pressioni di tipo stagflazionistico, soprattutto con la ripresa dei conflitti in Medio Oriente che minaccia i prezzi dell’energia. Storicamente, quando la crescita rallenta ma l’inflazione resta “sticky”, i futures sui tassi tendono a prezzare in modo erratico le prossime mosse della Federal Reserve. Preferiamo posizionamenti su opzioni legate al Secured Overnight Financing Rate (SOFR) per coprirsi da improvvise svolte hawkish della Fed nel caso in cui le tensioni geopolitiche inneschino un nuovo rialzo dell’inflazione trainato dalle materie prime.

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