I prezzi dell’oro sono rimbalzati dopo che il Federal Open Market Committee ha lasciato invariati i tassi d’interesse e dopo che il presidente Warsh ha segnalato la disponibilità a “guardare oltre” uno shock inflazionistico, allontanandosi al contempo da una rigida dipendenza dai dati. TD Securities ha affermato che la successiva riprezzatura ha spostato le attese di rialzo dei tassi da settembre a dicembre, ma che questo cambiamento non modifica in modo sostanziale l’impostazione più ampia per il metallo. La banca ha ribadito che le aspettative residue di un ulteriore irrigidimento monetario tenderanno probabilmente a limitare qualsiasi slancio rialzista significativo sull’intero comparto dei metalli preziosi.
Il posizionamento resta il principale vincolo. TD Securities ha descritto posizioni corte radicate dei Commodity Trading Advisor (CTA), che richiederebbero un movimento sopra 4.200 dollari/oncia per innescare solo una copertura molto limitata degli short, mentre livelli intorno a 4.300 dollari/oncia sono associati a scenari in grado di produrre posizioni nette lunghe rilevanti. Le simulazioni di pricing della casa hanno indicato un upside asimmetrico in quell’area, ma l’istituto si aspetta che i rialzi non arrivino a raggiungere quei livelli di attivazione dei CTA.
Approccio prudente per i trader di derivati
Consigliamo ai trader di derivati di mantenere un approccio prudente ed evitare di inseguire il recente rimbalzo dei prezzi dell’oro dopo l’ultima riunione del Federal Open Market Committee. Sebbene la Federal Reserve abbia deciso di mantenere i tassi stabili, lo spostamento delle aspettative di rialzo da settembre a dicembre non cambia lo scenario a medio termine. Raccomandiamo di utilizzare strategie in opzioni con upside limitato, come la vendita di call out-of-the-money, per sfruttare questo slancio rialzista contenuto.
Posizionamento, venti contrari macro e aspettative di trading range-bound
I grandi fondi algoritmici e i commodity trading advisor detengono attualmente ingenti posizioni corte che sarà difficile scardinare. Riteniamo che l’oro debba salire oltre 4.200 dollari l’oncia solo per forzare una copertura minima degli short, e che sarebbe necessario un balzo sopra 4.300 dollari l’oncia per trasformare questi operatori in acquirenti netti. Poiché ci aspettiamo che i prezzi non raggiungano queste soglie elevate, puntare ora su un breakout di ampia portata comporta rischi eccessivi.
Storicamente, l’oro tende a faticare quando i tassi d’interesse restano elevati, come a fine 2022, quando l’aumento dei rendimenti trascinò i prezzi verso 1.620 dollari l’oncia. Anche se negli ultimi anni le banche centrali hanno sostenuto il mercato acquistando oltre 1.000 tonnellate d’oro all’anno, i venti contrari macro continuano a limitare i rialzi sostenuti. I trader di derivati dovrebbero quindi concentrarsi su strategie range-bound, aspettandosi che l’oro resti saldamente al di sotto della resistenza a 4.200 dollari nelle prossime settimane.
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