Lo yen si è rafforzato nella sessione statunitense di giovedì, alimentando nuove voci di mercato su un possibile intervento ufficiale sul mercato dei cambi dopo diversi giorni di speculazioni. Al momento della stesura, USD/JPY era in calo del 2,4% a 159,50; EUR/JPY cedeva l’1,9% a 183,90, mentre GBP/JPY perdeva l’1,8% a 214,40. In precedenza nella giornata USD/JPY era rimasto sopra 163,00 anche mentre il dollaro si indeboliva più in generale, e il PIL USA del secondo trimestre ha aumentato la pressione dopo che la crescita annualizzata dell’1,5% è risultata inferiore al consenso del 2,1%.
L’attenzione si sposta ora sulla decisione di politica monetaria della Bank of Japan nella prima sessione asiatica di venerdì. Commerzbank si attende che l’overnight call rate venga lasciato invariato, con il mantenimento dei tassi prezzato al 99,3% e gli analisti interpellati da Bloomberg allineati; il focus è quindi sulla guidance, dato che i mercati si aspettano rialzi solo circa ogni sei mesi, il che implica la prossima mossa a dicembre. La valutazione dello yen è influenzata dall’andamento dell’economia giapponese, dalla politica della BoJ, dal differenziale dei rendimenti obbligazionari Giappone–USA e dal sentiment di rischio; la BoJ è intervenuta direttamente a tratti, e la sua impostazione ultra-accomodante dal 2013 al 2024 ha indebolito la valuta, mentre il cambio di rotta del 2024 rispetto a quella politica, insieme ai tagli dei tassi altrove, ha ristretto il divario sui rendimenti decennali.
Volatilità in aumento e possibile intervento
Suggeriamo che gli operatori sui derivati si preparino a una volatilità più elevata nelle prossime settimane, con l’impennata dello yen che indica un possibile intervento delle autorità giapponesi. Con USD/JPY in picchiata del 2,4% a 159,50, questo movimento improvviso richiama da vicino la massiccia strategia di intervento da 9,8 trilioni di yen (62 miliardi di dollari) utilizzata in passato dal Giappone per difendere la valuta. Consigliamo ai trader di monitorare ulteriori bruschi cali di EUR/JPY e GBP/JPY man mano che il sentiment di mercato cambia rapidamente.
Strategie operative con il restringimento del differenziale dei rendimenti
Raccomandiamo di concentrarsi attentamente sul prossimo annuncio di politica monetaria della Bank of Japan, in particolare cercando indizi sulla tempistica del prossimo rialzo dei tassi. Sebbene una conferma dei tassi sia ampiamente attesa, qualsiasi svolta più “hawkish” nella guidance della banca centrale potrebbe innescare un rapido smontaggio del carry trade sullo yen. Per gestire questo rischio, suggeriamo di utilizzare opzioni put su USD/JPY per proteggersi da improvvise rotture al ribasso.
Questo movimento valutario è ulteriormente alimentato da dati macro statunitensi deboli, con la recente crescita del PIL rallentata all’1,5% contro attese del 2,1%. Questa delusione ha messo sotto pressione il dollaro USA e ha ristretto il differenziale di rendimento tra Treasury statunitensi e titoli di Stato giapponesi. Ci aspettiamo che la riduzione del differenziale dei tassi continui a sostenere il recupero dello yen nel corso del prossimo mese.
Per le prossime settimane, consigliamo di negoziare i cross sullo yen con stop-loss stretti oppure di adottare strategie long straddle per beneficiare dell’elevata volatilità implicita. I trader dovrebbero valutare l’apertura di posizioni corte su USD/JPY in occasione di brevi ritracciamenti rialzisti, anticipando ulteriori segnali di avvertimento su interventi. Riteniamo che l’attrattiva dello yen come bene rifugio sia destinata a rafforzarsi ulteriormente, mentre persiste l’incertezza sui mercati globali.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.