Una decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi, insieme a indicazioni limitate del presidente Warsh, ha innescato un irripidimento della curva dei Treasury USA. Il rendimento del trentennale è salito di 11,2 pb al 5,20%, massimo dal 2007, e le azioni hanno ceduto nel finale dopo forti oscillazioni intraday. L’S&P 500 ha chiuso in calo dell’1,52%, la peggior seduta delle ultime sette settimane, dopo essere passato da oltre -0,5% prima del FOMC al segno positivo durante la conferenza stampa, per poi scivolare nell’ultima ora.
La tecnologia ha guidato la discesa. L’indice dei semiconduttori di Philadelphia è sceso del 5,33%, mentre il Nasdaq 100 ha perso il 2,06% entrando in area di correzione tecnica, a -11,3% dal massimo di inizio giugno. In Europa, lo Stoxx 600 ha ceduto lo 0,29%, con il CAC in calo dello 0,60% e il FTSEMIB in flessione dello 0,49%, mentre il FTSE 100 è salito dello 0,34%. In Asia, andamento misto: il Nikkei ha guadagnato lo 0,75%, mentre il KOSPI ha perso l’1,30% dopo un tonfo del 5,98%, nonostante un rialzo iniziale del 5,50%. I titoli Samsung hanno ceduto circa il 2% dopo i risultati del secondo trimestre, che hanno mostrato un aumento di oltre 250 volte su base annua degli utili nei semiconduttori.
Volatilità, valutazioni e strategie su derivati
Stiamo osservando un cambiamento marcato del contesto macro: il rendimento del Treasury trentennale al 5,20% esercita una forte pressione sui modelli di valutazione. Con il NASDAQ 100 ufficialmente in territorio di correzione dopo un calo dell’11,3% dal picco di giugno, raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a una volatilità più elevata puntando su opzioni call sul VIX. Storicamente, irripidimenti così pronunciati della curva hanno innescato rialzi persistenti dell’indice di volatilità, analoghi alle turbolenze di fine 2023 quando i rendimenti a lunga scadenza sono balzati.
Il recente -5,33% dell’indice dei semiconduttori suggerisce che i portafogli esposti alla tecnologia necessitano di protezione immediata al ribasso. Consigliamo l’utilizzo di bear put spread sui principali indici tech e semiconduttori per coprire il rischio di ulteriori indebolimenti mantenendo sotto controllo il costo dei premi. L’acquisto di opzioni put protettive aiuta a salvaguardare il capitale mentre il mercato si adatta a uno scenario di tassi “più alti più a lungo” coerente con l’attuale impostazione della Fed.
Movimenti obbligazionari e opportunità cross-market
Con la curva dei Treasury in rapido irripidimento, i trader di derivati sul reddito fisso dovrebbero posizionarsi per una pressione ancora elevata sui titoli a lunga duration. Suggeriamo operazioni tramite opzioni su future Treasury, in particolare acquistando opzioni put su ETF di Treasury a lunga scadenza, che storicamente scendono con decisione quando il rendimento del trentennale supera la soglia del 5%. È molto probabile che questa dinamica prosegua nelle prossime settimane, mentre il mercato fatica a orientarsi in assenza di maggiori dettagli da parte della banca centrale.
Con reazioni divergenti tra i mercati globali, i derivati azionari cross-border offrono attualmente opportunità di valore relativo peculiari. Raccomandiamo l’esecuzione di operazioni in coppia (pairs trade), ad esempio andando long su future di indici europei difensivi e short su indici fortemente esposti alla tecnologia e più sensibili ai tassi. Questa strategia può consentire di sfruttare la crescente divergenza tra settori value più resilienti e titoli tecnologici ad alto beta più vulnerabili.
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