USD/JPY in calo dopo la Fed invariata, i dissensi aumentano le probabilità di un rialzo a settembre mentre persiste il divario di politica monetaria col Giappone

by VT Markets
/
Jul 30, 2026

La Federal Reserve ha mantenuto il target range al 3,50%-3,75% per il quinto meeting consecutivo alle 18:00 GMT e l’USD/JPY è sceso da poco sotto 164,00 verso l’area 163,50, per poi spingersi appena sopra 163,00; successivamente è tornato a scambiare intorno a 163,50, in calo dello 0,24%. La decisione è passata con 9 voti a favore e 3 contrari, con tre dissensi a favore di un rialzo di un quarto di punto; i futures prezzavano una “coda” di probabilità di rialzo di circa il 36% contro ~11% a metà luglio, e tale premio si è riassorbito dopo l’annuncio. I tassi USA si sono mossi in direzioni opposte: il rendimento del Treasury biennale è sceso di circa quattro punti base, mentre il trentennale è salito di oltre nove, lasciando le odds di settembre vicino all’80% e rafforzando per la coppia una dinamica di irripidimento della curva.

Il gap di politica monetaria con il Giappone resta intorno a 275 punti base, con la Bank of Japan all’1,00% e l’inflazione “core” sottostante intorno al 2,8%, mentre il Ministero delle Finanze ha speso circa 11,7 mila miliardi di yen in acquisti di JPY tra fine aprile e fine maggio. Le posizioni speculative corte sullo yen hanno superato 150 mila contratti a fine giugno, e i rendimenti dei JGB a lunga scadenza si collocano sopra il 4% sia sul 30 anni sia sul 40 anni, a fronte di un debito pubblico oltre il 230% del PIL. Il petrolio è salito di oltre il 20% questo mese, i prezzi all’import in yen erano a +25,5% a/a a maggio, e giovedì sono attesi il PCE USA (core 0,2% m/m e 3,3% a/a da 3,4%; headline 3,7% a/a da 4,1%), il PIL del 2° trimestre al 2,1% e le richieste di sussidi a 200 mila contro 187 mila, seguiti dal CPI di Tokyo a 1,7% a/a ex-alimentari freschi contro 1,6% e da una BoJ ferma all’1,00% insieme all’Outlook Report alle 03:00 GMT e alla conferenza stampa alle 06:30 GMT. Sul piano tecnico, le resistenze erano indicate appena sotto 164,00 e poi a 165,00, con supporti a 163,00, 162,00, la EMA a 50 giorni in area 161,50 e la 200 giorni vicino a 158,00; lo Stochastic RSI giornaliero era intorno a 56.

Strategie di trading su USD/JPY in un contesto di divergenza di policy

Riteniamo che gli operatori su derivati debbano mantenere un bias rialzista su USD/JPY nelle prossime settimane, soprattutto finché regge il pivot a 163,00. Nonostante la Fed abbia lasciato i tassi invariati ieri, il voto 9-3 evidenzia un sottotono fortemente “hawkish” che punta a un rialzo a settembre. Con il differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Giappone ancora ampio, il breve sollievo dello yen post-meeting rappresenta una occasione di acquisto ideale per posizioni pro-dollaro.

Per sfruttare questo trend, consigliamo di utilizzare opzioni call con target a 164,00 e 165,00, livelli in cui si concentra il rischio di intervento sul mercato dei cambi. Le posizioni nette speculative short sullo yen hanno recentemente superato 150.000 contratti, rispecchiando l’estrema debolezza vista durante gli storici crolli dello yen del 2024, quando i dati CFTC mostravano net short in area 180.000 contratti. Questo posizionamento pesante implica che un intervento improvviso innescherebbe elevata volatilità, rendendo le opzioni a breve scadenza una scelta più prudente rispetto all’esposizione diretta in spot.

Gestione del rischio e outlook di mercato per lo yen

Occorre inoltre guardare al mercato del debito sovrano giapponese, dove i rendimenti dei titoli a 30 e 40 anni sono balzati oltre il 4%. Storicamente, l’enorme rapporto debito/PIL del Giappone sopra il 230% rende la difesa della valuta estremamente costosa, poiché l’aumento dei rendimenti domestici penalizza ulteriormente il disavanzo fiscale. Poiché lo yen si è disaccoppiato dai differenziali in restringimento e ora reagisce negativamente al rialzo dei rendimenti USA sul lungo termine, suggeriamo di vendere i rimbalzi dello yen su eventuali cali temporanei.

Inoltre, l’impennata del 20% del prezzo del greggio questo mese, dovuta a interruzioni geopolitiche nello Stretto di Hormuz, continuerà a mettere sotto pressione lo yen. Poiché il Giappone importa quasi tutta l’energia, prezzi elevati del petrolio agiscono come un drenaggio diretto della valuta, spingendo i prezzi all’import in aumento a doppia cifra. È opportuno utilizzare derivati legati all’energia o strategie cross-currency abbinate al petrolio per coprirsi dal rischio di ulteriore deprezzamento dello yen.

Con i dati PCE di giugno in uscita oggi e la decisione della Bank of Japan domani, i trader devono prepararsi a oscillazioni immediate dei prezzi. Poiché l’inflazione core di Tokyo resta vischiosa all’1,7%, un’eventuale mancata indicazione da parte del governatore Ueda di un percorso più restrittivo probabilmente spingerebbe USD/JPY direttamente oltre 164,00. Consigliamo di posizionarsi per un breakout verso 165,00, utilizzando stop-loss stretti appena sotto il supporto a 163,00 per gestire il rischio di ribasso.

Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.

see more

Back To Top
server

Ciao 👋

Come posso aiutarti?

Siamo qui per aiutarti

Parla con noi

Avvia una chat dal vivo tramite...

  • Telegram
    hold In attesa
  • In arrivo...

Ciao 👋

Come posso aiutarti?

telegram

Scansiona il codice QR con il tuo smartphone per iniziare a chattare con noi, oppure clicca qui.

Non hai installato l’app o la versione desktop de Telegram? Usa invece Web Telegram .

QR code