La sterlina ha cancellato i precedenti guadagni contro il dollaro USA e mercoledì scambiava sotto 1,3300, risultando di fatto invariata nella giornata ma vicina a un calo di circa l’1,20% nelle ultime due settimane. L’attenzione del mercato è sulla divergenza di politica monetaria: ci si attende che la Federal Reserve lasci i tassi invariati, anche se i prezzi di mercato implicano una probabilità di una su tre di un rialzo di 25 punti base. Un “hold” che preservi la possibilità di una mossa a settembre implicherebbe comunque un’impostazione della Fed più hawkish rispetto alla Bank of England, mantenendo pressione ribassista su GBP/USD.
La Bank of England è ampiamente attesa giovedì a lasciare i tassi invariati, mentre l’attenzione si sposta sulla spaccatura nel comitato dopo che a giugno due membri avevano preferito un rialzo. ING si aspetta tassi invariati per il resto dell’anno se le aspettative d’inflazione resteranno sotto controllo, ma segnala che i futures prezzano 38 pb di strette entro fine anno, lasciando spazio a un repricing dovish. Separatamente, le proposte del Primo Ministro Andy Burnham per tagliare le bollette elettriche e introdurre tetti alle tariffe dei trasporti, insieme all’impegno a non aumentare le tasse per i lavoratori, hanno riacceso interrogativi su coperture fiscali e stabilità, con echi della crisi del debito del 2022.
Strategie di trading in un contesto di divergenza tra banche centrali
Suggeriamo ai trader di derivati di privilegiare nettamente l’acquisto di opzioni put su GBP/USD o lo short sui futures sulla sterlina in vista della decisione odierna della Federal Reserve. Con i tassi USA su livelli elevati, qualsiasi tono hawkish da parte della Fed spingerà rapidamente il cross ben sotto 1,3300. Storicamente, quando si amplia il divario di politica monetaria tra Stati Uniti e Regno Unito, il dollaro acquisisce rapidamente una forte leadership.
La riunione della Bank of England di domani comporta un significativo rischio al ribasso, rendendo particolarmente interessanti le strategie sulla volatilità implicita di breve periodo. Se la BoE manterrà la pausa e non mostrerà dissenso in senso hawkish, ci aspettiamo un rapido repricing dovish che schiaccerà la sterlina. I trader possono sfruttare il calo atteso utilizzando bear put spread per limitare il costo del premio pur posizionandosi per una discesa più marcata.
Timori fiscali e prospettive di lungo periodo sulla sterlina
I nuovi piani di spesa del Primo Ministro Andy Burnham stanno riaccendendo i timori di una replica della crisi del mini-budget del 2022, quando la sterlina crollò a un minimo storico di 1,0350 contro il dollaro. Con il rapporto debito pubblico/PIL del Regno Unito già vicino al 100% secondo i dati più recenti, queste riforme di welfare prive di copertura rischiano di destabilizzare la credibilità fiscale del Paese. Raccomandiamo di mantenere posizioni short di lungo periodo sulla sterlina, mentre i rendimenti obbligazionari reagiscono a crescenti preoccupazioni sulla sostenibilità.
L’ampliamento dello spread di rendimento tra Treasury USA e Gilt britannici offre un trend altamente prevedibile che i macro trader possono sfruttare. I dati recenti mostrano che la crescita USA rimane resiliente, mentre il Regno Unito fatica con una produttività debole e impegni di welfare in aumento. Vendere GBP/USD su eventuali rimbalzi temporanei di sollievo nelle prossime settimane resta la nostra strategia preferita.
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