Commerzbank utilizza un modello strutturale di pass-through del tasso di cambio basato sulle valute di fatturazione per valutare come la tolleranza della Banca nazionale svizzera (BNS) verso un franco svizzero più debole si trasmetta all’inflazione in Svizzera e a EUR/CHF. Il framework evidenzia che il commercio fatturato in euro guida il pass-through di breve periodo: dopo un mese, il canale euro modellizzato è circa 3,8 volte più forte del canale in dollari USA, e il divario resta significativo anche nelle verifiche di robustezza.
Secondo le stime del modello, il deprezzamento del franco aggiunge 0,18 punti percentuali all’inflazione dopo 12 mesi, mentre la forza del franco nel 2022 ha ridotto l’inflazione di circa 0,22 punti percentuali sullo stesso orizzonte. Rispetto a quell’episodio precedente, l’oscillazione implicita è maggiore: se quest’anno la BNS avesse reagito come quattro anni fa, l’aumento complessivo dei prezzi sarebbe stato più basso di 0,4 punti percentuali. Con le pressioni inflazionistiche importate descritte come moderate, l’analisi indica un differenziale di tassi d’interesse persistente tra area euro e Svizzera e uno sfondo favorevole per EUR/CHF nel medio termine, con le opzioni indicate come strumento per ottenere esposizione evitando i costi di finanziamento sul mercato spot.
Politica sul franco svizzero, inflazione e divergenza dei tassi
Stiamo osservando un deliberato cambio di orientamento della Banca nazionale svizzera (BNS) volto a tollerare un franco svizzero più debole, soprattutto mentre l’inflazione svizzera si è attestata su un gestibile 1,3% a metà 2026. Poiché al recente meeting di giugno la BNS ha mantenuto invariato il tasso di riferimento all’1,00%, mentre la Banca centrale europea ha lasciato i tassi di policy su livelli nettamente più elevati, il gap dei rendimenti resta ampio. Questa divergenza di politica monetaria rende particolarmente interessante mantenere posizioni corte in CHF in vista di agosto.
Dinamiche commerciali, pass-through e raccomandazioni di strategia
La nostra analisi delle dinamiche commerciali mostra che i prezzi all’importazione in Svizzera sono fortemente influenzati dalla fatturazione in euro, rendendo nel breve termine il canale euro quasi quattro volte più potente del canale in dollari USA. Fortunatamente, l’impatto inflazionistico del recente deprezzamento del franco è contenuto: appena 0,18 punti percentuali su un orizzonte di dodici mesi. Questo pass-through moderato implica che la BNS non è sotto pressione per intervenire, consentendo alla coppia EUR/CHF di salire gradualmente.
Per capitalizzare questo trend nelle prossime settimane, raccomandiamo ai trader di derivati di privilegiare il mercato delle opzioni rispetto all’operatività spot. L’acquisto di opzioni call su EUR/CHF consente di intercettare il momentum rialzista del cross evitando gli elevati costi di finanziamento associati al differenziale dei tassi. L’attuale bassa volatilità implicita nei mercati valutari G10 offre un punto d’ingresso particolarmente conveniente per questa strategia rialzista.
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