Le Borse europee hanno aperto in rialzo ma poi hanno ripiegato, con la volatilità in Asia guidata da un crollo del KOSPI del 6,0% e l’Europa in un range tra -1,5% e +0,1%, mentre i future USA hanno oscillato tra -0,1% e +0,1%. Il rischio è stato influenzato anche dal lancio da parte dell’Iran di missili balistici contro una base USA in Giordania, tutti intercettati, seguito da raid di Stati Uniti e Arabia Saudita contro gruppi filo-iraniani in Iraq; i Pasdaran (IRGC) hanno dichiarato che tre petroliere sono state colpite nello Stretto di Hormuz e l’Iran ha respinto una proposta dell’Oman. Il petrolio è balzato: Brent +3,3% e WTI +3,4% dopo un picco di circa il 4% fino a un massimo di 82 dollari/barile; l’oro è salito dello 0,2% e il DXY è sceso dello 0,1%. I rendimenti obbligazionari sono stati segnalati in rialzo, inclusi il decennale tedesco al 3,12%, quello francese al 3,91%, i gilt al 4,96%, i Treasury al 4,61% e i JGB al 2,35%.
L’attenzione si sposta sulla decisione del FOMC di questa sera: il mercato prezza circa una probabilità su tre di rialzo da 25 pb e circa il 70% di pausa, mentre per settembre è atteso oltre il 75% di probabilità di incremento (57% per 25 pb e 20% per 50 pb); il corridoio dei Fed funds è atteso a 3,50–3,75%. SK Hynix ha dettagliato un piano capex 2026 superiore a 40.000 mld di won, ha indicato per il Q3 spedizioni di bit DRAM in aumento di circa il 10% t/t e NAND in rialzo di pochi punti percentuali, e ha detto che HBM4 è entrata in produzione di massa nel Q2 con campioni HBM4E consegnati per il 2027. In Europa, tra le trimestrali: Standard Chartered con PBT adj a 2,33 mld$ vs 2,00 mld$, buyback da 1 mld$ e aumento del 66% del dividendo interim; UBS con underlying PBT a 3,88 mld$ vs 3,47 mld$, 36 mld$ di nuovi afflussi netti in GWM e buyback di almeno 1 mld$; Deutsche Bank con utile ante imposte a 2,68 mld€ vs 2,39 mld€, ricavi IB +19% e buyback da 500 mln€ nel secondo semestre; BASF fino a 1 mld€ di buyback, Eni ha alzato i buyback a 3,4 mld€ più una partnership da 2 mld$ con Ares, Reckitt fino a 500 mln£, e Logitech ha avvertito di un rischio fino a 200 mln$ sulle vendite del Q3. Tra i dati: CPI Australia a/a 3,8% e t/t 0,6%, prezzi import Germania a/a 6,1%, credito al consumo netto UK 1,8 mld£ e lending netto 7,7 mld£ con approvazioni mutui a 58,2 mila, indicatore PIL Svezia t/t 1,4%, e stime FMI di crescita globale 2026 al 3,0% e 2027 al 3,4%, con UE a 0,9%, Germania 0,7%, Francia 0,6% e Regno Unito 1,0%.
Strategie in derivati per il rischio geopolitico e di banca centrale
Con il Brent in rialzo di oltre il 3% e il WTI a 82 dollari dopo le interruzioni legate alle petroliere nello Stretto di Hormuz, raccomandiamo ai trader di derivati di sfruttare call rialziste sul settore energia. Questa direttrice di navigazione cruciale convoglia circa 20 milioni di barili di petrolio al giorno, il che implica che un eventuale blocco prolungato da parte dell’Iran potrebbe facilmente spingere i prezzi verso area 95 dollari nelle prossime settimane. Storicamente, shock geopolitici di offerta di questa portata in Medio Oriente hanno innescato rapidi rialzi del 15% dei future sul greggio, rendendo particolarmente interessanti le opzioni di breve periodo orientate al rialzo.
Occorre inoltre prepararsi a una volatilità estrema sui derivati dei tassi in vista della decisione del FOMC di questa sera, per la quale il mercato prezza un’insolita probabilità del 30% di rialzo. Poiché storicamente la Fed non ha mai alzato i tassi quando le probabilità implicite di mercato sono sotto il 60%, un incremento a sorpresa scuoterebbe duramente il mercato obbligazionario e spingerebbe il rendimento del Treasury decennale ben oltre l’attuale 4,61%. Per posizionarsi, privilegiamo l’acquisto di put su ETF long duration dei Treasury o l’ingresso in payer swap per beneficiare di un improvviso spostamento verso l’alto della curva dei rendimenti.
Valute e azioni: gestire la volatilità e coprire il rischio
Sul mercato valutario, va monitorata con particolare attenzione la dinamica tra dollaro USA e yen giapponese, soprattutto con la riunione della Bank of Japan questa settimana mentre USD/JPY si muove vicino ai massimi storici degli ultimi 40 anni. Se la Fed dovesse sorprendere in senso hawkish o se le tensioni in Medio Oriente dovessero intensificarsi ulteriormente, l’indice del dollaro “bene rifugio” è pronto a rompere il recente trading range ristretto. Suggeriamo di cavalcare il momentum acquistando call out-of-the-money sul dollaro contro euro e yen per catturare rapidi afflussi verso asset rifugio.
Il tonfo del 6% del KOSPI sudcoreano e le crescenti preoccupazioni sui finanziamenti all’AI indicano che la rotazione nel tech sta accelerando; consigliamo quindi di coprire i portafogli azionari con protezioni al ribasso. Con i principali big tech che pubblicano i conti questa settimana, la volatilità implicita appare relativamente economica rispetto al potenziale di correzioni marcate su titoli dei semiconduttori già tirati. È possibile sfruttare la situazione acquistando put spread sul Nasdaq 100 o call sul VIX per trarre vantaggio da una correzione più ampia del mercato.
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