Le azioni statunitensi sono state sostenute dal calo dei prezzi del petrolio e dalla discesa dei rendimenti obbligazionari, con l’S&P 500 in rialzo dello 0,21% in chiusura. Allo stesso tempo, l’S&P 500 equiponderato è salito dell’1,14%, la migliore seduta in oltre un mese, e ha segnato un record con i flussi che si sono spostati verso i settori difensivi e non tecnologici. La debolezza dei semiconduttori ha continuato a pesare sul NASDAQ 100, sceso dello 0,98% e finito a circa mezzo punto percentuale dal territorio di correzione. Il Philadelphia Semiconductor Index ha ceduto il 4,49%, portandosi al 24,6% sotto il massimo del 22 giugno, pur restando in rialzo del 55,8% da inizio anno.
In Asia, si è aggravata la svendita trainata dai chip in Corea del Sud, con il KOSPI in calo di circa il 12% e un nuovo “circuit breaker” scattato dopo il -11,0% del giorno precedente. SK Hynix ha perso il 16,5% nonostante utili trimestrali in aumento del 557%, mentre Samsung ha ceduto l’11,0%. In Giappone il Nikkei ha lasciato sul terreno il 2,29%, e i benchmark cinesi sono stati più deboli, con il CSI 300 in calo dello 0,24% e lo Shanghai Composite a -0,50%, ma l’Hang Seng di Hong Kong ha guadagnato l’1,34%. L’S&P/ASX 200 australiano ha aggiunto l’1,10% dopo che un’inflazione più morbida ha ridotto le attese di ulteriori strette della RBA.
Posizionamento per la rotazione settoriale e la volatilità
Dovremmo posizionarci per trarre profitto dalla massiccia rotazione in atto, con deflussi dai mega-cap tecnologici e afflussi nei settori difensivi. Operando sullo spread tra indici ponderati per capitalizzazione ed equiponderati, possiamo sfruttare la recente spinta dell’S&P 500 equiponderato verso nuovi massimi storici. In particolare, suggeriamo di acquistare opzioni call su ETF equiponderati, affiancando l’acquisto di put protettive sul Nasdaq 100 per coprirsi da ulteriori ribassi del tech.
Con il Philadelphia Semiconductor Index in calo di quasi il 25% rispetto ai massimi di giugno e il KOSPI sudcoreano che ha attivato i circuit breaker, dobbiamo prepararci a una volatilità estrema nel comparto dei chip. Poiché la volatilità implicita è in forte aumento, dovremmo privilegiare strategie di vendita di opzioni ad alto premio, come iron condor o credit spread, piuttosto che assumere scommesse direzionali. Storicamente, quando i principali indici tecnologici entrano in territorio di correzione, i venditori di opzioni tendono a beneficiare maggiormente della successiva compressione della volatilità.
Mentre i colossi mega-cap come Apple si avvicinano a valutazioni di 5.000 miliardi di dollari in vista di risultati cruciali, ci aspettiamo oscillazioni di prezzo marcate sul mercato delle opzioni. Considerato che persino l’impennata del 557% degli utili di SK Hynix non è bastata a soddisfare aspettative di mercato elevate, dovremmo implementare straddle long su questi giganti tech. Questo consente di trarre profitto da ampi movimenti post-utili, indipendentemente dal fatto che il mercato reagisca con sollievo o con panico.
Svolte macro e opportunità in Australia
A livello globale, un’inflazione in Australia inferiore alle attese ha ridotto le aspettative di rialzi dei tassi, spingendo l’ASX 200 in rialzo di oltre l’1%. Possiamo sfruttare questo scenario acquistando opzioni call su azioni australiane oppure assumendo posizioni long sui future sui tassi locali. Questo cambio di quadro macro offre un profilo rischio-rendimento particolarmente favorevole, mentre le pressioni monetarie regionali iniziano ad attenuarsi.
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