Australia: CPI del secondo trimestre in calo dello 0,1%, aumentano le scommesse su tagli dei tassi RBA e indebolimento dell’AUD

by VT Markets
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Jul 29, 2026

L’Indice dei Prezzi al Consumo (CPI) trimestrale dell’Australia (QoQ) è sceso dello 0,1% nel secondo trimestre, deludendo le attese. Il consensus di mercato indicava un aumento dello 0,7%, segnalando un esito dell’inflazione più debole del previsto.

Il dato implica uno scostamento di 0,8 punti percentuali rispetto alla stima consensuale. Aggiunge un nuovo elemento per valutare le pressioni sui prezzi nel breve termine e il contesto di policy in Australia.

Shock sul CPI e cambiamenti macroeconomici

Stiamo osservando un cambiamento radicale del quadro macroeconomico australiano dopo che il CPI del secondo trimestre si è attestato a un sorprendente -0,1%, ben al di sotto del consensus di mercato pari a +0,7%. Questa improvvisa svolta deflazionistica, la prima lettura trimestrale negativa vista dal mercato dopo lo shock pandemico del 2020, ribalta completamente l’impostazione restrittiva (hawkish) della Reserve Bank of Australia. Ci aspettiamo che questo dato inneschi una marcata riprezzatura su tutti i mercati dei derivati australiani nelle prossime settimane, mentre gli operatori assimilano la fine dell’inflazione “sticky”.

Implicazioni di trading: FX, obbligazioni e azioni

Nei mercati delle opzioni e dei futures valutari, raccomandiamo di aprire o incrementare posizioni corte sul Dollaro australiano (AUD), in particolare contro il Dollaro USA. Con la banca centrale ora con un’elevata probabilità di orientarsi verso tagli dei tassi prima delle precedenti attese di fine 2026, i differenziali di rendimento torneranno rapidamente a sfavore della valuta locale. Riteniamo che l’AUD/USD, che ha perso un supporto immediato, possa scivolare agevolmente verso area 0,6350 nelle prossime settimane, con l’accelerazione dei deflussi di capitale.

Vediamo inoltre un’opportunità di primo piano nei derivati sui tassi, in particolare sui futures sui titoli di Stato australiani a 3 e 10 anni. Storicamente, quando l’inflazione trimestrale manca le previsioni di oltre mezzo punto percentuale, i rendimenti obbligazionari calano rapidamente poiché il mercato prezza in modo aggressivo tagli dei tassi. I trader di derivati dovrebbero posizionarsi long sui futures obbligazionari per catturare plusvalenze mentre la curva dei rendimenti si irrigidisce (steepen) in vista di una politica monetaria molto più accomodante.

Infine, i trader di derivati azionari dovrebbero valutare posizioni long sui futures dell’indice SPI 200 per sfruttare un rally domestico dell’azionario. Tassi più bassi tendono a ridurre i costi di finanziamento e a sostenere le valutazioni degli Australian REIT (A-REIT) e dei titoli finanziari, che pesano in modo significativo sull’indice di riferimento. Pur restando sullo sfondo le preoccupazioni sulla crescita globale, l’immediato sollievo derivante da una svolta più dovish dovrebbe spingere al rialzo i futures sull’ASX nel corso di agosto.

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