USD/JPY è tornato a scendere dopo i modesti rialzi della seduta precedente, scambiando in area 163,70 nelle ore asiatiche, mentre il rimbalzo del petrolio e la ripresa delle ostilità in Medio Oriente hanno mantenuto al centro i rischi inflazionistici: un contesto che può pesare sullo Yen, dato lo статус del Giappone come grande importatore netto di greggio. L’attenzione si è spostata anche sui dati in arrivo da Tokyo: il CPI di Tokyo al netto dei beni alimentari freschi è atteso in aumento all’1,7% su base annua a luglio dall’1,6%, mentre il precedente dato headline era all’1,7% e il CPI al netto di alimentari ed energia si attestava all’1,9%. Il tasso di disoccupazione giapponese è previsto stabile al 2,5%.
Il Dollaro USA ha inoltre trovato sostegno dall’aumento dell’avversione al rischio dopo le notizie di un attacco iraniano contro truppe statunitensi, con il lancio di molteplici missili balistici verso una base USA in Giordania intorno alle 17:45 ET; i militari statunitensi hanno riferito che i missili dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC) sono stati intercettati. I mercati si posizionano anche per una Federal Reserve che mantenga i tassi invariati, ma le quotazioni implicano una probabilità del 30,5% di un rialzo immediato e, più avanti, una probabilità del 76,6% di un aumento a settembre.
Strategie in derivati tra rischi su petrolio e inflazione
Raccomandiamo ai trader di derivati di posizionarsi per un aumento della volatilità mentre USD/JPY oscilla vicino al livello critico di 163,70. Poiché il Giappone importa oltre il 95% del proprio fabbisogno di petrolio, un ulteriore rialzo dei prezzi globali del greggio — che stanno “testando” area 85 dollari al barile — eserciterebbe una forte pressione sullo Yen. Suggeriamo l’uso di opzioni call long su USD/JPY per cogliere un potenziale movimento al rialzo qualora le tensioni in Medio Oriente continuassero a spingere verso l’alto i costi energetici.
Al tempo stesso, occorre monitorare da vicino i prossimi dati sull’inflazione di Tokyo, con il CPI core atteso in lieve aumento all’1,7%. Storicamente, un’inflazione giapponese in accelerazione ha indotto improvvisi cambi di rotta della Bank of Japan, in grado di innescare rapidi short-squeeze sullo Yen. Per gestire questo rischio, privilegiamo l’utilizzo di ratio put spread su USD/JPY per proteggersi da un calo improvviso qualora la lettura dell’inflazione innescasse una risposta più “hawkish” da parte del Giappone.
Probabilità di rialzo dei tassi USA e opzioni sul Dollaro
Sul fronte statunitense, l’equazione resta altamente imprevedibile, con i futures sui federal funds che prezzano un’insolita probabilità del 30,5% di un rialzo immediato dei tassi. Questo slancio restrittivo è rafforzato da una probabilità del 76,6% di un rialzo a settembre, mantenendo elevati i rendimenti dei Treasury USA. Riteniamo che i trader dovrebbero acquistare opzioni call su USD a breve scadenza per beneficiare di un biglietto verde più forte qualora la Federal Reserve dovesse assecondare questa narrativa “hawkish”.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.