Assetto tecnico NZD/USD e driver macro
Martedì NZD/USD è rimasto pressoché invariato in area 0,5785 dopo aver ritracciato parte di un precedente rimbalzo, mentre un Dollaro USA più debole non è riuscito a innescare nuovi rialzi. Il biglietto verde ha ceduto terreno dopo che l’indice di fiducia dei consumatori del Conference Board è sceso a 90,8 a luglio dal 92,2 di giugno (dato rivisto al rialzo), mentre il report NER Pulse ha mostrato che i datori di lavoro privati statunitensi hanno aggiunto in media 15.000 posti a settimana nelle quattro settimane fino all’11 luglio, estendendo a una quinta settimana consecutiva il rallentamento delle assunzioni. I mercati hanno evitato di assumere posizioni più consistenti in vista della decisione della Federal Reserve di mercoledì: i tassi sono attesi invariati e saranno il comunicato di politica monetaria insieme alla conferenza stampa del presidente Kevin Warsh a orientare le aspettative.
Il Dollaro neozelandese ha trovato un certo supporto in un brusco calo dei prezzi del petrolio: costi energetici più bassi migliorano le prospettive per un’economia dipendente dalle importazioni di carburante, anche se una cautela più ampia ha mantenuto la coppia in trading range. Su base quattro ore, NZD/USD scambiava a 0,5788, appena sopra la SMA a 20 periodi a 0,5783 e la SMA a 100 periodi a 0,5787, con l’RSI (14) a 47,8 a indicare una dinamica limitata. Le resistenze sono viste a 0,5791 e 0,5799, quindi 0,5907, 0,5930 e 0,5965; i supporti si collocano a 0,5787 e 0,5785, quindi 0,5783 e 0,5779.
Vulnerabilità del Dollaro USA e strategie di trading
Stiamo monitorando da vicino la coppia NZD/USD mentre consolida intorno al livello ristretto di 0,5785 in vista della cruciale decisione odierna della Federal Reserve sui tassi. Con la fiducia dei consumatori USA in calo a 90,8 a luglio e le assunzioni private settimanali rallentate a soli 15.000, il dollaro statunitense mostra segnali evidenti di vulnerabilità. Questo contesto macro debole implica che le indicazioni di policy in arrivo determineranno se la coppia uscirà dall’attuale fascia neutrale.
Guardando alle tendenze storiche, quando la fiducia dei consumatori negli USA scende sotto la soglia chiave di 95, il Dollar Index ha storicamente registrato arretramenti di breve periodo compresi tra l’1,2% e l’1,8% nel mese successivo. Inoltre, i prezzi internazionali del greggio sono scesi di oltre il 6% di recente, riducendo in modo significativo i costi di importazione per la Nuova Zelanda e contribuendo a sostenere la valuta locale. Riteniamo che questi fattori combinati creino una base solida per un potenziale recupero del kiwi se la Fed dovesse segnalare una pausa nei rialzi dei tassi.
Poiché ci si attende un’impennata della volatilità nel brevissimo termine, suggeriamo ai trader su derivati di evitare di assumere un bias direzionale rigido immediatamente prima dell’annuncio. In alternativa, l’acquisto di una strategia in opzioni long straddle o strangle può aiutare a catturare un breakout marcato indipendentemente dalla direzione del movimento. La volatilità implicita delle opzioni su NZD/USD tende in genere ad aumentare del 15%-25% nei giorni di riunione della Fed, rendendo questa una finestra ideale per sfruttare oscillazioni improvvise dei prezzi.
Per i trader che intendono utilizzare futures o contratti a leva, consigliamo di attendere un breakout pulito sopra la resistenza immediata a 0,5799 o sotto il supporto chiave a 0,5779. Un movimento sostenuto sopra 0,5799 aprirebbe la strada a un rally di recupero verso 0,5907, pari a un potenziale rialzo del 2%. Al contrario, una discesa sotto 0,5779 invaliderebbe l’attuale configurazione di costruzione di base e probabilmente attiverebbe sell stop automatici in direzione di 0,5700.
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