L’oro (XAU/USD) è sceso martedì mentre il Dollaro USA si è rafforzato, anche se il petrolio ha esteso la sua correzione sulle speranze di una fine della guerra tra Stati Uniti e Iran. Il prezzo spot è stato scambiato vicino a 4.034 dollari, in calo dell’1,0% nella giornata, dopo non essere riuscito a mantenersi sopra 4.100 dollari lunedì. Donald Trump ha dichiarato che i colloqui stanno procedendo bene, ma ha avvertito che l’azione militare potrebbe riprendere se i negoziati fallissero, mentre l’Iran ha negato discussioni dirette con gli Stati Uniti. Anche l’Oman ha presentato un piano che prevede una gestione congiunta dello Stretto di Hormuz tramite “tariffe volontarie”, che impedirebbe all’Iran di avere il controllo esclusivo della rotta.
Il petrolio ha ormai ceduto tutti i guadagni della scorsa settimana, con il WTI intorno a 80,15 dollari e in calo per la terza seduta consecutiva; tuttavia i prezzi restano elevati e mantengono l’inflazione al centro dell’attenzione. I mercati si preparano inoltre alla decisione della Federal Reserve di mercoledì: il tasso di riferimento è atteso invariato al 3,50%-3,75%, anche se il CME FedWatch Tool indica circa un 35% di probabilità di un rialzo di 25 punti base dopo la riunione di giugno presieduta da Kevin Warsh. Sul piano tecnico, XAU/USD si colloca sotto la media mobile semplice a 20 giorni (SMA) vicino a 4.072 dollari, mentre l’RSI è a 43,42 e l’ADX è vicino a 32; la resistenza è vista a 4.072 e poi 4.179 dollari, con supporto a 4.000 dollari e nella banda inferiore vicino a 3.964 dollari.
Strategie di volatilità in vista della decisione della Fed
Raccomandiamo ai trader di derivati di prepararsi a un’intensa volatilità nelle prossime 48 ore, mentre la Federal Reserve decide sui tassi d’interesse. Sebbene il mercato favorisca una pausa sull’attuale livello 3,50%-3,75%, la probabilità del 35% di un rialzo a sorpresa suggerisce di evitare scommesse direzionali “nude” senza un’adeguata copertura. I dati storici mostrano che rialzi improvvisi e inattesi dei tassi possono innescare rapide correzioni del 5%-10% nei metalli preziosi nell’arco di pochi giorni.
Per operare su questa decisione Fed ad alto rischio, suggeriamo di utilizzare opzioni long strangle su XAU/USD per beneficiare di un breakout marcato in entrambe le direzioni. Se la Fed dovesse effettuare un rialzo a sorpresa, dovremmo acquistare immediatamente opzioni put con obiettivo sulla banda inferiore di Bollinger in area 3.964 dollari. Al contrario, se la Fed segnalasse una pausa e ridimensionasse i rischi inflazionistici, potremmo acquistare opzioni call, con l’oro che cercherebbe di riconquistare la media mobile a 20 giorni a 4.072 dollari.
Scenario macro e setup operativi sui derivati
Con l’inflazione USA misurata dal CPI attualmente sopra la soglia del 3% e il rendimento del Treasury decennale in area 4,15%, il costo opportunità di detenere oro, che non offre rendimento, resta molto elevato. Riteniamo che questo contesto macroeconomico supporti un’impostazione ribassista sull’oro nelle prossime settimane, salvo un nuovo riacutizzarsi delle tensioni geopolitiche. Di conseguenza, dovremmo privilegiare bear put spread di breve-medio termine per limitare il rischio, posizionandoci per una possibile discesa sotto il livello psicologico di 4.000 dollari.
Per i derivati sull’energia, dovremmo monitorare da vicino il West Texas Intermediate (WTI), scambiato vicino a 80,15 dollari, in calo rispetto al picco recente ma ancora abbastanza alto da esercitare pressione sui prezzi al consumo. Se la proposta di gestione congiunta dello Stretto di Hormuz dovesse avere successo e attenuare i timori sull’offerta, ci attendiamo un WTI in discesa verso 75 dollari, rendendo particolarmente interessanti i bear call spread. Tuttavia, dobbiamo restare pronti a invertire queste posizioni e acquistare call di protezione se i colloqui di pace fallissero e il petrolio tornasse a impennarsi verso l’area 90 dollari.
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