La Bank of Japan manterrà il tasso all’1,00%, confermando un orientamento restrittivo mentre osserva yen e inflazione

by VT Markets
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Jul 28, 2026

La Bank of Japan dovrebbe ampiamente lasciare il tasso di riferimento all’1,00% il 31 luglio, dopo l’aumento di 25 pb di giugno, mantenendo al contempo un orientamento restrittivo che resta condizionato da attività, prezzi e condizioni finanziarie. Da metà giugno, le vendite al dettaglio si sono mantenute solide e il Tankan del secondo trimestre ha riportato il sentiment ai livelli visti l’ultima volta nel 2018, rafforzando l’ipotesi che profitti, salari, consumi e prezzi si stiano sostenendo a vicenda. La banca continua a segnalare rischi per la crescita legati al conflitto in Medio Oriente e ai maggiori costi energetici, ma il ciclo globale di capex sull’AI è ritenuto in grado di sostenere la domanda, suggerendo modifiche limitate alle proiezioni di modesti incrementi del PIL nell’Outlook Report.

Dinamiche dell’inflazione e aspettative di mercato

Sul fronte inflazione, il CPI core al netto di alimentari freschi, energia e fattori istituzionali è sceso dal 3,6% a/a dell’estate scorsa al 2,1% di maggio, poiché le precedenti misure contro il caro-vita e i sussidi su elettricità e gas di luglio–settembre attenuano le pressioni sui prezzi. Ciononostante, le aspettative basate sul Tankan indicano “All Enterprises” al 2,6% a/a a cinque anni, mentre i prezzi all’import correvano al 30% a/a a giugno e lo yen resta sui minimi dagli anni ’80. I mercati discutono se la prossima mossa arriverà a settembre o ottobre, anziché a dicembre, con un dibattito su un tasso neutrale più vicino al 2,00% e una curva JGB 2–10 anni più ripida dei massimi del 2010, sebbene il BEI decennale sia tornato a scendere verso il 2,00%. L’attenzione si concentrerà anche sul board a nove membri e sulla possibilità che Kajime Nakata ripeta un voto per un rialzo consecutivo, potenzialmente affiancato da Junko Nakagawa e Naoki Tamura; altrove, USD/JPY è influenzato da Fed ed energia, con il Brent a 70 $/bl indicato come livello chiave, spot visto in area 163/164 e un rischio tail di 165. Il Giappone ha speso 70 mld $ tra fine aprile e inizio maggio per sostenere la valuta e dispone di 1,09 trilioni di dollari di riserve FX, mentre una previsione di fine anno per USD/JPY a 158 assume nessun ulteriore rialzo Fed; il dibattito di policy include anche ritocchi al NISA dopo le riforme del 2024 e i vincoli legati all’allocazione del GPIF. Sul fronte tassi, il JGB a 5 anni rende circa il 2% e il 2 anni circa l’1,5%, con i forward che prezzano un tasso di policy al 2% tra due anni, mentre il decennale è vicino al 2,7%, lo spread 5/10s intorno a 70 pb e i rendimenti 30 e 40 anni prossimi al 4%: un profilo di curva che rischia di mantenere elevati i rendimenti sul tratto lungo se la BoJ dovesse fare una pausa; la modellistica basata su TONA viene descritta come ancora indicativa di pressioni verso ulteriori rialzi.

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