DBS Group Research ha affermato che il dollaro USA veniva tirato in direzioni diverse rispetto alle valute dei mercati sviluppati e alle coppie dell’Asia ex-Giappone, con le aspettative sulla Federal Reserve a dettare il tono. Nei mercati sviluppati l’attenzione era sulla politica monetaria, mentre nell’Asia ex-Giappone le contrattazioni erano influenzate dal sollievo legato al calo dei prezzi del petrolio. Il posizionamento nei futures sui tassi è stato indicato come il principale fattore di oscillazione per la performance del dollaro nel breve termine.
I mercati dei futures sono stati descritti come attribuenti una probabilità del 38% a un rialzo dei tassi a sorpresa al secondo meeting del FOMC sotto la presidenza del chairman della Fed Kevin Warsh. La nota ha aggiunto che il paniere DXY probabilmente si indebolirebbe se la Fed restasse in pausa e si muovesse per porre fine alla forward guidance, mantenendo i tassi invariati senza segnalare un rialzo a settembre.
Setup Critico Per Il Dollaro USA
Stiamo monitorando un setup critico per il dollaro USA, mentre i mercati dei futures prezzano una probabilità del 38% di un rialzo dei tassi a sorpresa al prossimo meeting del FOMC. Con il Dollar Index (DXY) attualmente in area 103,20, i trader su derivati devono prepararsi a rischi di ribasso asimmetrici. Se la Federal Reserve manterrà i tassi invariati, ci aspettiamo un rapido smontaggio delle posizioni lunghe sul dollaro.
Scenario Ribassista E Raccomandazioni Operative
Questo scenario ribassista è supportato dai recenti dati del mercato energetico, con il Brent in calo di oltre il 6% questo mese e scambiato intorno ai 76 dollari al barile. Storicamente, la discesa dei prezzi dell’energia offre alle banche centrali una copertura “confortevole” per mettere in pausa i rialzi e abbandonare una forward guidance aggressiva. Interpretiamo questo sollievo sul fronte petrolio come un segnale forte che la Fed sceglierà di non intervenire.
Per sfruttare questo setup, raccomandiamo ai trader su derivati di acquistare opzioni put DXY out-of-the-money con scadenza successiva al prossimo meeting della Fed. Questa strategia limita il rischio, posizionandosi al contempo per una marcata depreciamento del dollaro qualora i rialzisti sull’USD restassero delusi. Suggeriamo inoltre di valutare opzioni call su valute come euro o yen, che potrebbero beneficiare maggiormente di un indebolimento del biglietto verde.
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