Il franco svizzero si è indebolito mentre USD/CHF ha esteso i rialzi per la settima seduta consecutiva, scambiando in area 0,8190 nelle ore europee di martedì, con la domanda di beni rifugio in attenuazione dopo il raffreddamento delle tensioni USA–Iran e il calo dei prezzi del greggio. A pesare anche la politica commerciale: l’amministrazione Trump ha varato dazi a doppia cifra su oltre 60 Paesi, inclusa la Svizzera, mantenendo tuttavia le aliquote entro un tetto precedentemente indicato del 12,5%, sulla base di un presunto fondamento giuridico esecutivo che mira a pratiche “ingiustificabili”, “irragionevoli” o “discriminatorie”.
Sul fronte monetario, ci si attende che la Banca nazionale svizzera mantenga il tasso di riferimento allo 0% fino al 2027, con il ritorno a tassi negativi considerato uno scenario di contingenza e non quello di base. L’inflazione svizzera è scesa allo 0,5% a giugno e dovrebbe raggiungere un picco allo 0,8%, restando all’interno della fascia-obiettivo SNB 0%-2%. Il dollaro USA è rimasto solido in vista della decisione della Federal Reserve di mercoledì, mentre il CME FedWatch Tool indicava una probabilità di quasi il 38% di un rialzo a luglio e, entro settembre, un’81,4% di probabilità di almeno una mossa da 25 punti base; il franco resta strettamente legato all’euro, con alcuni modelli che stimano una correlazione sopra il 90%, e la passata rimozione del peg con l’EUR che aveva innescato un apprezzamento di oltre il 20% tra il 2011 e il 2015.
Raccomandazioni operative sui derivati sul franco svizzero
Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a un aumento della volatilità su USD/CHF mentre la coppia rimbalza verso 0,8190 durante la sua striscia positiva di sette sedute. Con la decisione di politica monetaria della Federal Reserve prevista per domani, l’acquisto di opzioni call USD a breve scadenza potrebbe offrire rendimenti interessanti se la Fed dovesse sorprendere con un rialzo dei tassi. Il mercato prezza attualmente una probabilità del 38% di un rialzo a luglio, il che implica che un’azione aggressiva del presidente Kevin Warsh innescherebbe un marcato slancio rialzista per il dollaro.
Raccomandiamo l’utilizzo di bear put spread sul franco svizzero nelle prossime settimane per sfruttare l’indebolimento del suo status di bene rifugio. Le tensioni geopolitiche tra USA e Iran stanno rientrando e i prezzi del petrolio sono in calo, fattori che riducono il tradizionale premio “risk-off” del franco. Inoltre, i nuovi dazi dell’amministrazione Trump fino al 12,5% sulla Svizzera probabilmente graveranno sull’economia export-oriented del Paese e potrebbero indebolire ulteriormente la valuta.
Strategie sulla divergenza dei tassi
Riteniamo che la strategia più praticabile in questa fase sia negoziare la divergenza dei tassi d’interesse tra Stati Uniti e Svizzera. La Banca nazionale svizzera dovrebbe mantenere il tasso di riferimento allo 0% fino al 2027, sostenuta dal rallentamento dell’inflazione di giugno a un minimo dello 0,5%. Nel frattempo, con una probabilità dell’81,4% di un rialzo dei tassi USA entro settembre, i trader possono sfruttare questo differenziale utilizzando il franco come valuta di finanziamento a basso costo in operazioni di carry trade tramite derivati.
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