Gli economisti di DBS Group Research hanno affermato che la tenuta dell’inflazione core statunitense continua a mantenere pressione sulla Fed, citando elettronica, immigrazione, dazi e prezzi dei servizi, mentre un aumento dell’inflazione “headline” dei carburanti guidato da un conflitto con l’Iran ha aggiunto ulteriori difficoltà. Con la Fed orientata a un obiettivo di inflazione al 2%, hanno evidenziato come l’inflazione core viaggi oltre il 3% da dicembre 2025, complicando il quadro, anche se l’orientamento di politica monetaria nel breve resta oggetto di dibattito.
Hanno descritto il contesto macro come contrastato e hanno osservato che l’argomento a favore di una pausa nei rialzi del tasso sui Fed Funds è supportato dall’indebolimento degli indicatori di domanda. La dinamica salariale è stata caratterizzata come prossima allo zero in termini reali, le vendite al dettaglio sono state definite deboli e le condizioni per gli investimenti fragili, in parallelo con un mercato del lavoro in perdita di slancio. Hanno inoltre richiamato l’imponente emissione di debito pubblico attesa, con una composizione orientata verso scadenze brevi, come ulteriore elemento coerente con un FOMC intenzionato a mantenere i tassi invariati nel breve periodo.
Fed bloccata tra inflazione persistente e rallentamento della domanda
Ci troviamo di fronte a un contesto macroeconomico altamente complesso mentre ci avviciniamo ad agosto 2026, con la Federal Reserve stretta tra un’inflazione “sticky” e una domanda in raffreddamento. Se da un lato l’inflazione core è rimasta ostinatamente sopra la soglia del 3% da dicembre 2025, dall’altro il calo delle vendite al dettaglio e la debolezza degli investimenti delle imprese depongono contro ulteriori rialzi dei tassi. I trader di derivati dovrebbero posizionarsi per un periodo di prolungata inattività della banca centrale, piuttosto che scommettere su mosse di politica monetaria aggressive.
I dati più recenti mostrano che il CPI core USA resta elevato al 3,2% a metà 2026, sostenuto da costi dei servizi persistenti e pressioni legate alle catene di fornitura. Nel frattempo, la crescita delle vendite al dettaglio ha rallentato a un modesto 0,1% su base mensile, segnalando che i costi di finanziamento elevati stanno finalmente erodendo la forza del consumatore. Riteniamo che questa combinazione di crescita debole e inflazione tenace vincolerà la Fed a un atteggiamento attendista, mantenendo i tassi invariati alla prossima riunione.
Strategie di mercato mentre aumentano offerta di Treasury e rischi di volatilità
Per sfruttare questa pausa attesa, consigliamo ai trader di derivati di focalizzarsi sui future sul Secured Overnight Financing Rate (SOFR), posizionandosi per tassi “più alti più a lungo” senza attendersi ulteriori rialzi. L’acquisto di butterfly spread a breve scadenza su opzioni SOFR può generare profitti stabili se i tassi restano in range nel prossimo mese. Inoltre, la massiccia spinta del Tesoro verso l’emissione di debito a breve durata, prevista su volumi record in questo trimestre, è destinata a mantenere volatile la parte corta dei rendimenti.
Vediamo anche un solido razionale per strategie di “steepener” della curva dei rendimenti tramite opzioni sui Treasury, poiché i rendimenti a lungo termine subiscono pressioni al rialzo per via dell’elevata offerta di debito federale. Con i rischi geopolitici in Medio Oriente che minacciano i prezzi dell’energia, la volatilità implicita nei mercati delle opzioni su energia e tassi appare attualmente troppo bassa. Assumere posizioni lunghe di volatilità tramite straddle sul Brent e sui future Treasury proteggerà i portafogli da improvvisi shock di mercato nelle prossime settimane.
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