Tregua fragile tra Iran e Israele mantiene elevato il rischio sul petrolio, mentre incombono le decisioni di Fed, BoE e BoJ sui tassi

by VT Markets
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Jul 27, 2026

I mercati considerano fragile la notizia di una pausa nel conflitto con l’Iran, con l’attenzione divisa tra il rischio per l’offerta di greggio e i vincoli a valle sulle raffinerie che potrebbero lasciare l’Europa esposta a tensioni energetiche invernali. Negli Stati Uniti, il sistema elettrico viene descritto come sotto pressione per la domanda record di elettricità, i consumi di carburanti al picco estivo, l’aumento del carico dei data center e la persistente dipendenza dalla generazione a gas. Il focus macro si sposta sul PIL del secondo trimestre, dopo che l’Atlanta Fed GDPNow era stato indicato sopra il 4%+ prima di scendere all’1,7% il 17 luglio, mentre la stagione delle trimestrali porta alla pubblicazione di circa un terzo delle società dell’S&P, tra cui Apple, Amazon, Microsoft, Meta e Qualcomm, insieme alle preoccupazioni per le ingenti emissioni obbligazionarie del settore tecnologico.

Il calendario delle banche centrali di questa settimana è fitto: Fed, Bank of England e Bank of Japan sono tutte attese lasciare i tassi invariati, con la Fed percepita su un’impostazione hawkish e la probabilità implicita di rialzo secondo CME FedWatch al 33,7%, contro il 37,4% di venerdì e il 16,0% di una settimana prima. Il testo inquadra il rischio di politica monetaria di più lungo periodo attorno a un eventuale smontaggio del quantitative easing, che avrebbe aggiunto 6,7 trilioni di dollari al bilancio della Fed, pari a quasi il 21% del PIL. Sul fronte della politica e del soft power, cita sondaggi internazionali che collocano la favorability degli Stati Uniti intorno al 30%, insieme a una rilevazione Pew del 23% di giudizi favorevoli su Trump; sul piano domestico, indica un supporto del 33% per Trump e circa il 18% tra gli irriducibili MAGA relativamente alla sola guerra con l’Iran.

Energia, Valute e Tassi: trading tattico in un contesto di volatilità geopolitica

Raccomandiamo ai trader su derivati di prepararsi a una volatilità estrema sui mercati energetici, poiché il cessate il fuoco temporaneo con l’Iran resta appeso a un filo. Per coprirsi da improvvisi shock di offerta o da un rapido calo del premio per il rischio qualora lo Stretto di Hormuz riaprisse pienamente, i trader dovrebbero utilizzare strategie straddle su opzioni del Brent. La tensione reale sulle reti elettriche è già ben visibile, con i consumi di elettricità dei data center previsti in aumento fino all’8% della domanda totale statunitense entro il 2030: qualsiasi interruzione delle forniture di combustibile innescherebbe quindi rialzi di prezzo amplificati.

Sul mercato valutario, riteniamo che il dollaro USA sia altamente vulnerabile a una brusca correzione al ribasso qualora un accordo diplomatico formale portasse alla riapertura dello Stretto. I trader potrebbero valutare l’acquisto di opzioni call su valute G7 come euro e sterlina contro il biglietto verde per intercettare tale potenziale movimento. Storicamente, quando i premi per il rischio geopolitico si dissolvono, il Dollar Index (DXY) può scendere rapidamente del 2%-3% con l’inversione dei flussi da bene rifugio.

Con Federal Reserve, Bank of England e Bank of Japan tutte riunite questa settimana, i derivati sui tassi a breve richiedono un adeguamento immediato. Il balzo improvviso delle attese di rialzo secondo CME FedWatch dal 16% a oltre il 33% mostra quanto rapidamente il mercato stia riprezzando uno “hold” di stampo hawkish. Suggeriamo di utilizzare opzioni su future SOFR per posizionarsi su uno scenario “higher for longer” della Fed, soprattutto alla luce di persistenti timori inflazionistici.

Azioni, emissioni obbligazionarie e rischi di bilancio: considerazioni strutturali e strategiche

Con un terzo dell’S&P 500 atteso alle trimestrali questa settimana, inclusi giganti tecnologici come Microsoft e Apple, l’elevato ricorso del settore al mercato obbligazionario lo rende particolarmente sensibile ai rendimenti. Contestualmente, le azioni europee appaiono sempre più attraenti, mentre il capitale estero si prepara a tornare sul continente con l’attenuarsi dei rischi legati allo Stretto. Preferiamo posizioni long sui future Euro Stoxx 50 rispetto ai future Nasdaq 100 per sfruttare questo gap valutativo, anche perché i ricavi delle aziende europee sono ampiamente diversificati al di fuori dell’economia domestica.

Infine, i trader su derivati non dovrebbero ignorare i rischi istituzionali di lungo periodo legati a una futura contrazione del bilancio della Fed. Il bilancio della Fed rimane su livelli enormi, pari a circa il 20% del PIL USA, e qualsiasi mossa aggressiva per ridurlo drenerebbe liquidità essenziale dal sistema bancario. Consigliamo di detenere opzioni put di lunga scadenza su indici bancari regionali per proteggersi da potenziali shock di liquidità man mano che questa transizione inizia a prendere forma.

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