GBP/JPY è sceso leggermente lunedì, poiché la Sterlina si è indebolita dopo i recenti rialzi, con un ridimensionamento del posizionamento in vista della decisione sui tassi della Bank of England di giovedì. Il cross scambiava intorno a 217,84, in calo dello 0,23% sulla seduta. La Sterlina ha risentito anche della flessione dei rendimenti dei Gilt, dopo che i prezzi del petrolio sono crollati bruscamente a inizio settimana, in seguito a una pausa temporanea negli attacchi tra Stati Uniti e Iran che ha attenuato i timori d’inflazione nel breve termine e ridotto le aspettative di un inasprimento aggressivo da parte della BoE.
La BoE è ampiamente attesa mantenere invariato il tasso di riferimento al 3,75%, dato che lo shock energetico recente ha finora avuto un trasferimento limitato sui prezzi nel Regno Unito, con l’inflazione CPI scesa a un minimo di 15 mesi al 2,6% in giugno. I rischi per l’inflazione restano tuttavia presenti se il calo del petrolio dovesse rivelarsi di breve durata in assenza di negoziati solidi Washington–Teheran e mentre i flussi energetici attraverso lo Stretto di Hormuz rimangono fortemente compromessi; i mercati prezzano 38 pb di rialzi entro fine anno. Le preoccupazioni fiscali hanno inoltre pesato sulla Sterlina, alla luce dei piani di maggiore spesa per difesa, assistenza sociale e housing, mentre il ribasso del cross è stato mitigato da uno Yen strutturalmente debole, con la Bank of Japan attesa mantenere il tasso di policy all’1% venerdì.
Strategie sulla volatilità in vista delle decisioni delle banche centrali
Mentre attraversiamo l’ultima settimana di luglio 2026, consigliamo ai trader in derivati di prepararsi a una volatilità più elevata sul cambio GBP/JPY in vista di decisioni chiave delle banche centrali. Con la Sterlina britannica attualmente in arretramento intorno a 217,84, il mercato sta attivamente ricalibrando le aspettative prima dell’annuncio della Bank of England di giovedì. Storicamente, GBP/JPY presenta uno dei più alti average true range tra le principali coppie valutarie, rendendo gli straddle su opzioni di breve termine una strategia interessante per catturare questi movimenti bruschi.
Riteniamo vi sia un forte razionale per acquistare opzioni put su GBP, poiché la Bank of England è ampiamente attesa lasciare i tassi invariati al 3,75% dopo la discesa dell’inflazione di giugno al 2,6%. L’attuale pricing di mercato di 38 punti base di ulteriore inasprimento entro fine 2026 appare eccessivamente aggressivo e molto vulnerabile a una sorpresa dovish. Se i policymaker dovessero segnalare una pausa prolungata questo giovedì, la Sterlina potrebbe subire una rapida correzione al ribasso.
Prospettive monetarie e fiscali: implicazioni per i trader
Oltre alla politica monetaria, dobbiamo considerare l’incertezza fiscale derivante dai nuovi piani di spesa proposti dal primo ministro Andy Burnham per difesa e housing. Se da un lato queste proposte mirano allo sviluppo sociale, dall’altro la minaccia immediata di un aumento del ricorso al debito pubblico sta già spingendo al ribasso i rendimenti dei titoli di Stato britannici. Questa pressione fiscale ci offre un’ulteriore motivazione fondamentale per coprirsi contro la forza della Sterlina nelle prossime settimane.
Dall’altro lato del trade, ci aspettiamo che la Bank of Japan mantenga il tasso di riferimento all’1,0% questo venerdì, il che probabilmente manterrà lo Yen strutturalmente debole. Poiché il Giappone importa quasi il 90% delle proprie risorse energetiche, qualsiasi improvvisa interruzione delle forniture globali di combustibili indebolirà immediatamente lo Yen. Per questo motivo, raccomandiamo di utilizzare bull call spread su GBP/JPY a rischio limitato per catturare un potenziale rialzo, limitando al contempo il rischio nel caso in cui lo Yen si rafforzasse improvvisamente.
Infine, suggeriamo ai trader in derivati di monitorare con attenzione le opzioni sull’energia, poiché il recente calo del petrolio sembra una reazione temporanea alla pausa delle tensioni tra Stati Uniti e Iran. Con le spedizioni attraverso lo Stretto di Hormuz ancora fortemente compromesse, le call sul Brent potrebbero offrire una copertura altamente redditizia nel caso in cui i prezzi dell’energia tornassero a impennarsi. L’acquisto di queste call sulle commodity può proteggere portafogli più ampi contro un’inversione improvvisa che riaccenderebbe l’inflazione globale.
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