I mercati dell’Europa centrale e orientale si avviano verso una fine mese più tranquilla, ma l’attenzione domestica principale è concentrata sui dati di crescita di giovedì. Il PIL ceco del 2° trimestre è atteso a +0,5% trimestre su trimestre e +2,1% anno su anno, contro +0,2% t/t e +2,2% a/a in precedenza, segnalando un momentum sequenziale più solido nonostante un tasso annuo leggermente più basso. Per l’Ungheria, il PIL del 2° trimestre dovrebbe salire a +1,2% t/t e +2,4% a/a da +0,8% t/t e +1,7% a/a, un profilo coerente con un’attività più robusta di quanto indicassero le stime precedenti.
Venerdì è in calendario l’inflazione polacca di luglio, prevista a +0,9% m/m e +3,1% a/a, in aumento da -0,5% m/m e +2,5% a/a, con la spinta legata ai maggiori prezzi dei carburanti dopo la scadenza delle misure di sostegno al prezzo retail. Sul fronte di policy, la Banca nazionale ceca entra giovedì nel periodo di “blackout” pre-riunione in vista di agosto: le comunicazioni recenti indicano che un ulteriore rialzo dei tassi resta un’opzione, ma senza urgenza, in linea con attese di tassi invariati. Condizioni geopolitiche più calme vengono lette come favorevoli ai tassi CEE e alle valute ad alto beta come HUF e PLN, mentre la CZK potrebbe tornare a indebolirsi oltre 24,200 su EUR/CZK con il riaffacciarsi dei differenziali di tasso.
Ripresa regionale e posizionamento di mercato
Ci aspettiamo una solida ripresa dei mercati dei tassi d’interesse dell’Europa centrale e orientale (CEE) man mano che i rischi geopolitici globali iniziano ad attenuarsi. L’assenza di un’escalation dei conflitti in Medio Oriente nel fine settimana sta aprendo la strada al ritorno del pricing di rialzi dei tassi. Gli operatori sui derivati dovrebbero sfruttare questa finestra per posizionarsi su rendimenti in aumento in tutta la regione.
Preferiamo valute ad alto beta come zloty polacco (PLN) e fiorino ungherese (HUF), che dovrebbero beneficiare maggiormente del miglioramento del sentiment. L’inflazione in Polonia è destinata a balzare al 3,1% a luglio per via dell’aumento dei prezzi dei carburanti, elemento che probabilmente manterrà il tasso di riferimento della banca centrale polacca fermo all’attuale 5,75%. Andare long su PLN e HUF tramite il mercato forward offre in questo momento un’interessante opportunità di carry trade.
Debolezza della CZK e attese di crescita per l’Ungheria
Al contrario, ci aspettiamo un indebolimento della corona ceca (CZK) con una spinta oltre 24,200 contro l’euro. Pur mostrando un miglioramento del momentum, con il PIL del secondo trimestre previsto a +0,5% trimestre su trimestre, la banca centrale entra in blackout senza rialzi dei tassi all’orizzonte immediato. L’acquisto di opzioni call su EUR/CZK è un modo strategico per coprirsi dal rischio di questa debolezza valutaria in arrivo.
Anche la crescita economica in Ungheria sta accelerando, con il PIL del secondo trimestre stimato a +1,2% t/t rispetto a +0,8% in precedenza. Questa attività più forte delle attese conferma che la ripresa regionale è in corso. I trader possono utilizzare interest rate swap per capitalizzare su questi solidi dati di crescita, che dovrebbero mantenere le banche centrali CEE su toni hawkish più a lungo.
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