L’oro si è scambiato intorno a 4.100 dollari durante la sessione europea, consolidando dopo un gap rialzista nel weekend e un rimbalzo dai minimi di venerdì in area 4.020 dollari. Una pausa nelle ostilità tra Stati Uniti e Iran ha sostenuto la propensione al rischio, mentre il petrolio è sceso di circa 10 dollari rispetto al picco della scorsa settimana e i rendimenti dei Treasury USA si sono mossi al ribasso. Il rialzo del metallo è rimasto contenuto, con i mercati concentrati sulla decisione di politica monetaria della Federal Reserve attesa mercoledì; nel corso di lunedì, gli Ordini di beni durevoli USA e l’Indice manifatturiero della Fed di Dallas sono destinati ad aggiungere dettagli sul momentum industriale.
Le quotazioni dei futures implicano una probabilità del 33% di un rialzo dei tassi da parte della Fed: lo scenario base resta quindi la stabilità, pur mantenendo alta l’attenzione sul tono del presidente della Fed. XAU/USD era da ultimo a 4.101 dollari, con l’azione dei prezzi compressa in un triangolo discendente dalla fine di giugno; l’RSI oscillava vicino a 50 e il MACD restava appena sopra lo zero. La resistenza si colloca in area 4.160 e intorno a 4.200 dollari, con un superamento che aprirebbe spazio verso 4.380; il supporto è visto a 3.940–3.960 e in area 3.885, mentre il target misurato si colloca vicino a 3.700.
Strategie in opzioni per la volatilità della settimana della Fed
Raccomandiamo ai trader su derivati di prepararsi a un aumento della volatilità questa settimana utilizzando strategie in opzioni market-neutral come gli straddle. Con l’oro in consolidamento intorno a 4.100 dollari in vista della cruciale decisione sui tassi della Federal Reserve di mercoledì, è altamente probabile un breakout marcato in una delle due direzioni. Storicamente, i principali cambiamenti di policy della Fed hanno innescato oscillazioni medie del prezzo dell’oro superiori al 3% nei giorni successivi all’annuncio.
Poiché i grafici tecnici evidenziano un chiaro pattern di triangolo discendente, privilegiamo coperture con protezione al ribasso o l’acquisto di opzioni put. In caso di rottura sotto la fascia di supporto chiave tra 3.940 e 3.960 dollari, potrebbe innescarsi una discesa rapida verso il target a 3.700. Questa impostazione ribassista ricalca cicli storici, come a fine 2022, quando un inasprimento monetario aggressivo spinse l’oro a perdere quasi il 12% in un singolo trimestre.
Gestione del rischio in un contesto di segnali di policy incerti
D’altra parte, occorre restare cauti rispetto a una sorpresa al rialzo se la Fed dovesse adottare un tono più dovish di quanto il mercato si attenda. I trader dovrebbero posizionare ordini stop-buy o opzioni call long appena sopra la resistenza della trendline discendente a 4.160 dollari per intercettare un’eventuale improvvisa rottura rialzista. Un movimento sostenuto sopra 4.200 dollari invaliderebbe il triangolo discendente e sposterebbe il nostro obiettivo verso 4.380.
Il recente calo di 10 dollari del prezzo del greggio e l’allentamento delle tensioni geopolitiche hanno temporaneamente raffreddato i timori inflazionistici, riducendo la domanda immediata di beni rifugio. Tuttavia, con i mercati dei futures che prezzano una probabilità del 33% di un rialzo a sorpresa dei tassi questo mercoledì, eventuali commenti hawkish probabilmente rafforzerebbero il dollaro USA e metterebbero pressione sull’oro. Consigliamo di mantenere una leva contenuta e di concentrarsi su strategie in opzioni a rischio definito finché la Fed non fornirà indicazioni più chiare sul percorso dei tassi di interesse.
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