EUR/USD apre l’ultima settimana di luglio a 1,1369, mantenendosi vicino al minimo mensile segnato a fine giugno. Venerdì, un moderato calo dei prezzi dell’energia ha attenuato le aspettative che la Federal Reserve possa alzare i tassi nella riunione di martedì–mercoledì, sebbene i mercati continuino a scontare almeno un aumento entro fine anno. I rischi d’inflazione sono aumentati con la nuova escalation del conflitto tra USA e Iran, mentre le restrizioni ai movimenti delle petroliere attraverso il Golfo Persico e il Mar Rosso hanno spinto al rialzo i prezzi di petrolio e carburanti.
Dati macro USA e sentiment sul dollaro
I dati statunitensi hanno inoltre sostenuto il dollaro: gli indici PMI S&P indicano il ritmo più rapido di crescita dell’attività del settore privato quest’anno e le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono diminuite al ritmo più veloce degli ultimi quasi sei decenni.
Analisi tecnica: livelli operativi EUR/USD
Sul grafico H4, EUR/USD sta consolidando intorno a 1,1389 all’interno di una banda 1,1336–1,1413; una rottura al rialzo implica un movimento correttivo verso 1,1420 prima di una discesa a 1,1313, mentre una rottura al ribasso punta direttamente a 1,1313, con MACD in configurazione ribassista. Su H1, la coppia ha raggiunto 1,1414 e sta formando un range al di sotto; il percorso delineato è 1,1390, poi 1,1420, seguito da 1,1370 e potenzialmente 1,1313, con lo Stocastico in inversione al ribasso.
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