USD/CHF ha esteso una flessione durata cinque sedute, scambiando intorno a 0,8150 nelle ore asiatiche di lunedì, mentre il Dollaro USA si indeboliva dopo una pausa nel fine settimana delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, seguita a 13 giorni di escalation. Gli Stati Uniti hanno interrotto gli attacchi per timori legati all’esaurimento delle scorte di intercettori e alla riduzione del numero di obiettivi ancora disponibili, mentre secondo alcune indiscrezioni il generale Dan Caine avrebbe avvertito venerdì che il proseguimento delle operazioni avrebbe messo sotto pressione le riserve di munizionamento. I mercati hanno comunque mantenuto l’attenzione sui potenziali rischi per l’offerta dopo che gli Houthi filoiraniani in Yemen hanno dichiarato di aver attaccato strutture saudite lungo il Mar Rosso.
L’attenzione è rivolta anche alla politica monetaria: i trader si attendono che la Federal Reserve lasci i tassi invariati mercoledì, prima di una possibile ripresa dei rialzi a settembre, sebbene alcuni continuino a prezzare una mossa già questa settimana. I prossimi dati USA includono la stima preliminare del PIL del 2° trimestre, l’inflazione PCE e le trimestrali di alcune grandi società. Sul fronte svizzero, il calo dei rendimenti domestici potrebbe attenuare il supporto al CHF, con il rendimento del titolo di Stato svizzero decennale vicino allo 0,46%, mentre un riferimento di più lungo periodo resta il peg all’euro del 2011–2015, la cui rimozione innescò un apprezzamento di oltre il 20% della valuta.
Strategie su derivati e differenziali dei tassi
Consigliamo ai trader di derivati di posizionarsi per un rimbalzo di USD/CHF dal minimo plurimensile attuale in area 0,8150 nelle prossime settimane. La recente discesa, guidata da una pausa temporanea delle ostilità tra Stati Uniti e Iran, offre un punto d’ingresso interessante per strategie rialziste tramite opzioni sul Dollaro USA. Raccomandiamo l’uso di bull call spread a breve scadenza per intercettare questo potenziale movimento al rialzo, limitando al contempo il rischio in caso di improvvisi balzi legati alla domanda di beni rifugio.
L’ampliamento della divergenza sui tassi favorisce nettamente questa strategia long USD. Mentre i rendimenti dei titoli svizzeri a 10 anni sono crollati in area 0,46%, i rendimenti dei Treasury USA decennali restano significativamente più elevati, attestandosi intorno al 4,0% a metà 2026. Questo differenziale di oltre 350 punti base è destinato verosimilmente a spingere i capitali globali fuori dal Franco a basso rendimento e di nuovo verso il biglietto verde, con la Federal Reserve attesa mantenere i tassi invariati questa settimana.
Rischi geopolitici e monitoraggio degli eventi
Tuttavia, è necessario mantenere cautela per i persistenti rischi geopolitici, come i recenti attacchi degli Houthi contro strutture saudite, che potrebbero innescare improvvisi flussi verso i beni rifugio a favore della valuta elvetica. Per coprirsi, i trader possono utilizzare opzioni put out-of-the-money su USD/CHF per proteggere le esposizioni long. Storicamente, il Franco ha mostrato una volatilità intensa durante le crisi globali, come nel noto balzo del 20% quando la Banca nazionale svizzera abbandonò bruscamente il peg valutario.
Nei prossimi giorni monitoreremo da vicino la stima preliminare del PIL USA del 2° trimestre e i dati sull’inflazione PCE per valutare il percorso della Federal Reserve verso possibili rialzi a settembre. Dati macro superiori alle attese consoliderebbero il vantaggio di rendimento del Dollaro e accelererebbero il rimbalzo di USD/CHF. I trader di derivati dovrebbero mantenere una leva moderata in vista di queste pubblicazioni ad alto impatto, per gestire l’eventuale rumore di mercato nel breve periodo.
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