Il rialzo iniziale del Nasdaq si affievolisce di nuovo mentre si avvicenda la leadership tecnologica e gli attacchi sauditi spingono in alto il petrolio

by VT Markets
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Jul 26, 2026

La seduta di venerdì ha ricalcato lo schema di giovedì: la forza iniziale del Nasdaq nel premarket si è affievolita dopo la campanella d’apertura, con vendite che hanno spinto l’indice sotto un livello di ribasso previsto prima di un rimbalzo, seguite poi da un’ulteriore discesa che ha riportato i prezzi sui minimi intraday. La leadership si è nuovamente ruotata all’interno della tecnologia large cap: hyperscaler e semiconduttori, inclusi i titoli della memoria, si sono mossi in direzioni opposte; le società legate all’aumento del capex sono finite sotto pressione mentre le piattaforme più grandi hanno tenuto.

Anche le obbligazioni corporate high yield si sono fermate, segnalando una pausa dell’appetito per il rischio in vista del weekend. Il flusso di notizie si è poi spostato sulla geopolitica: gli attacchi in Arabia Saudita hanno sorpreso i mercati, mentre il greggio ha proseguito al rialzo e i ritracciamenti sono stati interpretati come occasioni di acquisto.

Prospettive per i trader tech e di derivati

Suggeriamo ai trader di derivati di prepararsi a una pressione ribassista persistente sul Nasdaq, vendendo i rally di breve periodo nelle prossime settimane. Il recente schema di forza nel premarket che svanisce rapidamente dopo l’apertura indica che i venditori mantengono il controllo del comparto tech. Con il Nasdaq 100 che storicamente registra correzioni medie del 5%-8% nelle correzioni stagionali di fine estate, l’impiego di put a breve scadenza sui rimbalzi intraday resta una strategia altamente praticabile.

Osserviamo una chiara contrapposizione tra i semiconduttori e i grandi hyperscaler, con i principali beneficiari del ciclo di spesa in conto capitale sotto forte pressione di vendita. Se questo trend dovesse seguire i pattern storici di rotazione — in cui i chip hanno sottoperformato i colossi del software di oltre il 12% nell’arco di poche settimane — i trader dovrebbero evitare di “prendere il coltello che cade” sui semiconduttori. In alternativa, consigliamo di sfruttare la volatilità acquistando i big tech più difensivi oppure impostando bear call spread sui nomi dei semiconduttori più in difficoltà.

Rischi geopolitici e strategia per energia e mercati del credito

Gli attacchi del weekend in Arabia Saudita hanno introdotto nuovo rischio geopolitico, rendendo il petrolio un obiettivo privilegiato per strategie rialziste tramite derivati. Storicamente, minacce improvvise all’offerta in Medio Oriente spingono il Brent al rialzo del 3%-5% quasi immediatamente: ci aspettiamo che ciò sostenga i futures energetici. Consigliamo ai trader di acquistare in modo aggressivo i ribassi utilizzando opzioni call sul WTI, poiché questi pullback si stanno rivelando di breve durata e vengono rapidamente riassorbiti dagli acquisti.

Dobbiamo inoltre monitorare con attenzione le obbligazioni corporate high yield, che hanno interrotto la loro spinta rialzista e stanno segnalando una più ampia esitazione del mercato. Quando gli spread del credito high yield si allargano, in genere anticipano una correzione più profonda nelle azioni tech ad alto beta. Tenere sotto osservazione questi mercati del credito ci aiuterà a calibrare il timing delle prossime posizioni short man mano che si diffonde il sentiment risk-off.

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