Il dollaro neozelandese è salito di oltre lo 0,30% contro il dollaro USA venerdì, ma i guadagni si stavano affievolendo mentre NZD/USD oscillava vicino alla soglia di 0,5800. La coppia scambiava a 0,5789 dopo aver rimbalzato da un minimo intraday di 0,5767, e stava spingendo verso la SMA a 50 giorni a 0,5793, che si colloca appena sotto il livello a cifra tonda.
Nonostante il recupero di giornata, l’impostazione di fondo restava ribassista a meno che NZD/USD non riesca a riconquistare il massimo del 29 maggio a 0,5995. L’RSI era passato a una configurazione rialzista, ma si stava indebolendo e si avvicinava a territorio bearish. Una rottura sopra 0,5800 metterebbe nel mirino le SMA a 100 e 200 giorni, in convergenza a 0,5823, seguite dal massimo del 21 luglio a 0,5874, poi la resistenza a 0,5900 e il picco del 29 maggio appena sotto 0,6000. Al contrario, una discesa sotto il minimo settimanale a 0,5762 punterebbe al minimo del 13 luglio a 0,5743, poi 0,5700, con il massimo del 7 luglio a 0,5672 più in basso.
Strategie dei trader su derivati e sentiment di mercato
Consigliamo ai trader su derivati di monitorare attentamente nelle prossime settimane la resistenza a 0,5800 su NZD/USD, mentre il recente momentum rialzista inizia ad attenuarsi. Con la coppia in area 0,5789, appena sotto la sua Media Mobile Semplice a 50 giorni a 0,5793, il potenziale di rialzo immediato appare fortemente limitato. Se la coppia non dovesse superare questo ostacolo chiave, l’impostazione di posizioni short delta o l’acquisto di opzioni put potrebbe rivelarsi una strategia ad alta redditività.
Questa inclinazione ribassista è supportata dall’allentamento monetario in corso da parte della Reserve Bank of New Zealand, che ha visto il tasso ufficiale di riferimento (OCR) scendere in modo significativo dal precedente picco del 5,5%. Storicamente, cicli di tagli dei tassi simili hanno portato a una prolungata svalutazione del Kiwi, spesso trascinando la valuta in ribasso di oltre l’8% contro il biglietto verde nell’arco di un singolo trimestre. L’attuale sentiment sul mercato dei derivati riflette questa realtà: l’open interest sulle opzioni put ora supera quello sulle call con un rapporto di tre a due, mentre i trader si coprono da ulteriori rischi di ribasso.
Gestione del rischio e livelli tecnici da monitorare
Per gestire il rischio, dovremmo puntare a una rottura sotto il minimo settimanale di 0,5762, che probabilmente attiverebbe ordini di stop-loss e spingerebbe i prezzi verso 0,5743 e 0,5700. Sul fronte opposto, dobbiamo proteggere le posizioni short collocando stop-loss o acquistando opzioni call protettive appena sopra le Medie Mobili Semplici a 100 e 200 giorni a 0,5823. L’utilizzo di questi confini tecnici puntuali ci aiuterà a navigare in sicurezza l’attenuazione del momentum segnalata dal Relative Strength Index.
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