L’aumento dei rendimenti obbligazionari negli Stati Uniti e a livello globale, unito al rischio geopolitico e ai prezzi dell’energia più elevati, ha sostenuto il dollaro USA, mentre anche le attese di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve hanno rafforzato la domanda. Il DXY si sta avvicinando al precedente massimo a 101,80 e una rottura al rialzo di quel livello aumenterebbe lo slancio positivo. Nei mercati dei tassi, il pricing degli overnight index swap implica una probabilità di circa il 35% di un rialzo della Fed la prossima settimana, mentre i rendimenti giapponesi hanno continuato a salire marginalmente, con la Bank of Japan che procede con una graduale normalizzazione della politica monetaria.
Il CPI core-core nazionale del Giappone è salito all’1,7% su base annua a giugno e la misura aggiustata che elimina le distorsioni temporanee si è attestata al 2,7% a maggio. L’ultimo rapporto semestrale del Tesoro USA non ha indicato alcun Paese per manipolazione valutaria, ma ha fatto riferimento alla sottovalutazione dello yen e ha sostenuto che la normalizzazione della politica monetaria contribuirebbe ad ancorare le aspettative d’inflazione e a ridurre l’eccessiva volatilità dei tassi. Separatamente, Axios ha riportato che il presidente Trump sta valutando un “attacco massiccio” ed era “vicino a prendere una decisione”, alimentando i timori di un’escalation nel fine settimana, con il FOMC atteso mercoledì.
Driver e outlook di trading per il dollaro USA
Ci aspettiamo che il dollaro USA continui la sua salita nelle prossime settimane, trainato dall’impennata dei rendimenti obbligazionari e dall’aumento delle tensioni geopolitiche. Con il rendimento del Treasury decennale che torna a spingersi verso quota 4,40%, il biglietto verde trova un supporto solido rispetto alle principali valute. Gli operatori sui derivati dovrebbero prepararsi a una volatilità più elevata, mentre i mercati energetici reagiscono a potenziali conflitti militari nel fine settimana.
L’US Dollar Index (DXY) sta attualmente testando un livello di resistenza cruciale a 101,80, che ha tenuto nelle ultime settimane. Raccomandiamo l’acquisto di opzioni call a breve scadenza sul DXY per sfruttare un possibile breakout al rialzo sopra questa barriera. Le evidenze storiche mostrano che quando il DXY supera resistenze chiave in fasi di forte rischio geopolitico, il momentum spesso innesca rialzi rapidi del 2%-3%.
Giappone e divergenza di politica monetaria
Nonostante l’inflazione core-core giapponese sia rimasta all’1,7% a giugno, la lentezza della Bank of Japan nel ritmo dei rialzi dei tassi non sta riuscendo a proteggere lo yen. Riteniamo ci sia ulteriore spazio perché USD/JPY continui a salire gradualmente, dato che il differenziale di rendimento tra Stati Uniti e Giappone resta eccezionalmente ampio. I trader possono sfruttare questa dinamica utilizzando bull call spread su USD/JPY per limitare il rischio e intercettare il costante drift rialzista.
Con la prossima riunione della Federal Reserve in calendario per il 29 luglio, il mercato sta attualmente prezzando una probabilità del 35% di un rialzo inatteso dei tassi. Se i prezzi del petrolio dovessero impennarsi ulteriormente per i timori di escalation nel weekend, quelle probabilità di rialzo aumenterebbero verosimilmente, spingendo il dollaro ancora più in alto. Suggeriamo di mantenere posizioni lunghe sul dollaro tramite opzioni settimanali per coprirsi dal rischio di una sorpresa hawkish da parte della Fed.
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