L’oro si è stabilizzato venerdì dopo essere sceso di quasi il 2% nella seduta precedente, con XAU/USD in area 4.060 dollari dopo un minimo intraday a 4.022. Un arretramento del petrolio ha spinto al ribasso il dollaro USA e i rendimenti dei Treasury, offrendo un certo supporto, ma le quotazioni sono rimaste ingabbiate dalle attese di una politica più restrittiva della Federal Reserve. Il CME FedWatch indica una probabilità del 78% di rialzo dei tassi a settembre, mentre la riunione del 28–29 luglio è ancora vista senza variazioni. Le misure commerciali hanno aggiunto pressione sul fronte inflazione, dopo che gli Stati Uniti hanno imposto nuovi dazi del 10% e del 12,5% sulle importazioni da 60 partner commerciali.
Il rischio geopolitico è rimasto elevato dopo che le forze armate USA hanno effettuato la 13ª notte consecutiva di attacchi contro l’Iran, mentre Teheran ha colpito basi statunitensi in Giordania e Bahrein; lo Stretto di Hormuz e Bab el-Mandeb sono stati citati come corridoi energetici vulnerabili. Il WTI è balzato del 6% giovedì, superando brevemente i 92,00 dollari, per poi scambiare intorno a 88,50 dollari vicino a un massimo di oltre un mese. Sul piano tecnico, XAU/USD è rimasto sotto la SMA a 20 periodi a 4.068 dollari e sotto la SMA a 100 giorni in area 4.480, con RSI sotto 50 e ADX sopra 35; le resistenze si collocano a 4.068, 4.180, 4.350 e 4.480 dollari, mentre i supporti sono visti a 4.000, 3.957 e 3.800, mantenendo intatto il range 4.000–4.200 per la quinta settimana.
Strategie in range e aspettative sui tassi Fed
Suggeriamo ai trader su derivati di concentrarsi su strategie in opzioni a volatilità “laterale”, come gli iron condor, puntando al range 3.950–4.180 nelle prossime settimane. Con l’oro attualmente in area 4.060 e con una marcata impostazione ribassista, la vendita di call out-of-the-money in prossimità di 4.180 offre un rapporto rischio/rendimento interessante. Questa configurazione consente di sfruttare l’esitazione del mercato, restando al contempo protetti da improvvisi movimenti di prezzo contenuti.
Con una probabilità del 78% di un rialzo dei tassi della Federal Reserve a settembre, l’aumento dei rendimenti obbligazionari dovrebbe continuare a porre un tetto alle principali fasi di rialzo dell’oro. Storicamente, i dati della Federal Reserve mostrano che quando le aspettative di rialzo superano il 75%, gli asset senza rendimento come l’oro subiscono una pressione ribassista del 3%–5% nel mese successivo. Dovremmo valutare l’accumulo di opzioni put su rimbalzi di breve, in vista di un possibile test del supporto psicologico chiave a 4.000.
Rischi geopolitici, petrolio e copertura della volatilità
Allo stesso tempo, l’escalation in Medio Oriente e il WTI intorno a 88,50 indicano che le paure inflazionistiche potrebbero riaccendersi in qualsiasi momento. Storicamente, durante shock energetici, un rialzo sostenuto del 10% del prezzo del petrolio ha spinto la volatilità implicita dell’oro di oltre il 15%, mentre gli investitori cercano coperture. Raccomandiamo di mantenere una piccola quota di bull call spread out-of-the-money come copertura a basso costo contro un’improvvisa escalation geopolitica che potrebbe facilmente rompere il “tetto” a 4.200.
Poiché l’Average Directional Index è attualmente sopra 35, il trend ribassista sottostante mantiene una forza significativa nonostante la recente fase laterale. Consigliamo di mantenere stop-loss estremamente stretti in area 4.080, in prossimità della resistenza, per eventuali posizioni short su futures. I trader dovranno inoltre monitorare attentamente i dati PMI S&P Global in uscita oggi, poiché sorprese macro potrebbero innescare il breakout che stiamo attendendo.
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