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La Casa Bianca ripristina i dazi della Sezione 301 mentre i mercati si preparano a indicazioni restrittive della Fed e a prezzi del petrolio più elevati

by VT Markets
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Jul 24, 2026

La Casa Bianca ha annunciato nuovi dazi di almeno il 10% su 60 Paesi, riportando l’attenzione dei mercati sulla politica commerciale. Le misure in larga parte replicano i precedenti prelievi d’emergenza introdotti in base all’IEEPA, ma ora vengono riproposte facendo leva sull’autorità della Sezione 301. Questo cambiamento modifica il fondamento giuridico più che il titolo economico, sostituendo un impianto che si era dimostrato esposto a contestazioni con uno ritenuto più solido. Di conseguenza, il rischio dazi è meno probabile che venga considerato temporaneo.

L’attenzione si sposta sulla decisione del FOMC della prossima settimana e sulle indicazioni di politica monetaria della Fed. La precedente aspettativa faceva riferimento a una pausa nei rialzi dei tassi per il resto di quest’anno, seguita da tagli nel 2027, ma il mutamento delle condizioni viene collegato al recente aumento dei prezzi del petrolio. I mercati sono posizionati per un rialzo dei tassi più avanti nell’anno, mentre ci si attende che i policymaker mantengano questa opzione sul tavolo nella riunione imminente.

Strategie di gestione del rischio azionario e dei dazi

Consigliamo ai trader di derivati di adeguare rapidamente i portafogli, poiché questi nuovi dazi ai sensi della Sezione 301 passano da spauracchio temporaneo a freno permanente per l’espansione globale. Per coprirsi da questo rallentamento strutturale, raccomandiamo l’acquisto di opzioni put difensive sui principali indici azionari globali come l’S&P 500. I dati storici dei precedenti conflitti commerciali mostrano che dispute tariffarie prolungate comprimono i rendimenti azionari globali, spingendo al contempo l’indice di volatilità VIX significativamente più in alto.

Posizionamento su energia e tassi d’interesse in risposta ai cambiamenti macro

L’improvviso balzo dei prezzi del greggio, saliti verso 85 dollari al barile in un contesto di crescenti tensioni tra Stati Uniti e Iran, richiede un’azione immediata nel comparto dei derivati energetici. Suggeriamo di acquistare opzioni call a breve scadenza su Brent o WTI per sfruttare questo crescente shock dal lato dell’offerta. Questa impennata dell’energia sta già alimentando direttamente le metriche d’inflazione globali, rendendo i derivati legati al petrolio una protezione cruciale per il portafoglio nelle prossime settimane.

Con la Federal Reserve altamente propensa a segnalare una svolta “hawkish” alla riunione del FOMC della prossima settimana, i trader dovrebbero adeguare con decisione le posizioni sui tassi. Raccomandiamo di andare short sui future SOFR di dicembre 2026 oppure di acquistare put su ETF di Treasury a lunga scadenza per beneficiare di rendimenti in rialzo. I dati di mercato mostrano che le aspettative di un rialzo dei tassi a fine 2026 sono balzate da quasi zero a oltre il 55% negli ultimi giorni, creando un’impostazione potenzialmente molto redditizia per strategie ribassiste sui bond.

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