I future sul Dow Jones sono saliti dello 0,35% a circa 52.070 nelle ore europee di venerdì, mentre i future sull’S&P 500 hanno aggiunto lo 0,21% a circa 7.460 e i future sul Nasdaq 100 hanno guadagnato lo 0,08% a ridosso di 28.650. Il rimbalzo è arrivato mentre i prezzi del petrolio hanno allentato dopo tre giorni di rialzi, riducendo la pressione dell’inflazione trainata dall’energia e le aspettative di una Fed più restrittiva. Il rischio geopolitico è rimasto elevato dopo gli attacchi degli Houthi contro due petroliere saudite nel Mar Rosso e dopo che gli Stati Uniti hanno condotto la 13ª notte consecutiva di raid di ritorsione contro l’Iran, con le preoccupazioni sulla supply di greggio ancora al centro dell’attenzione.
Le aspettative sui tassi hanno continuato a spostarsi. Il CME FedWatch indicava una probabilità del 31,5% di un rialzo dei tassi Fed questo mese e una probabilità del 78,1% di almeno un aumento di 25 punti base a settembre. Il recupero è seguito al selloff di giovedì, quando il Dow ha ceduto lo 0,97%, l’S&P 500 è sceso dell’1,2% e il Nasdaq ha perso il 2,2%, le peggiori flessioni giornaliere da fine giugno, dopo una stagione di risultati debole tra i big tech. Tesla è crollata di quasi il 15% su una trimestrale Q2 sotto le attese, il calo giornaliero più marcato da marzo 2025, mentre Alphabet ha lasciato sul terreno il 7% dopo aver alzato la guidance sugli investimenti (capex) per l’intero anno; i principali indici restavano impostati per cali settimanali, guidati dal Nasdaq.
Volatilità, utili tech e tattiche di copertura
Nelle prossime settimane, i trader di derivati dovrebbero prepararsi a una volatilità più elevata concentrandosi su strategie di mitigazione del rischio. Il recente selloff del comparto tech, che ha trascinato il Nasdaq a -2,2% in una sola seduta, mostra quanto rapidamente il sentiment possa cambiare quando gli utili deludono le attese. Storicamente, quando l’indice di volatilità CBOE (VIX) sale durante fasi di tensione geopolitica, lo skew della volatilità implicita tende ad accentuarsi, rendendo più care le put protettive ma al tempo stesso più necessarie.
Raccomandiamo l’uso di strategie in spread, come i bear put spread sui titoli tech a beta elevato, per limitare le perdite potenziali mantenendo gestibili i costi operativi. Con colossi come Tesla in calo di quasi il 15% e Alphabet che aumenta il capex, è probabile che la volatilità implicita nel settore tech resti elevata. Questo contesto favorisce i venditori di opzioni, che possono incassare premi alti, pur restando cauti rispetto a improvvisi gap di mercato.
Esposizione energia, outlook Fed e strategie sui tassi
Sul fronte energia, conviene monitorare da vicino le opzioni sul petrolio, poiché i rischi per l’offerta di greggio nel Mar Rosso persistono. Dati recenti mostrano che l’inflazione guidata dall’energia continua a influenzare la politica monetaria, con il CME FedWatch che ora prezza una probabilità del 78,1% di un rialzo dei tassi a settembre. Per coprirsi, si possono valutare call long su ETF energetici o sui principali produttori di petrolio, per beneficiare di improvvisi spike dei prezzi in caso di escalation militare.
Infine, suggeriamo di adeguare le posizioni sui future sui tassi per allinearsi al mutamento delle attese sulla Fed. La probabilità del 31,5% di un rialzo questo mese implica che le opzioni sui Treasury a breve scadenza potrebbero registrare forti oscillazioni di prezzo. Si possono considerare strategie neutrali o in range, come gli iron condor sui derivati dei tassi, per sfruttare il time decay mentre il mercato assorbe i prossimi dati sull’inflazione.
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