Il greggio Brent è salito sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da maggio, dopo l’escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e gli attacchi degli Houthi alle navi nel Mar Rosso. I prezzi sono balzati di oltre il 6% a 100 dollari, poi hanno esteso i guadagni con il Brent che ha chiuso in rialzo del 7% a 100,69 dollari/bbl, per un incremento settimanale del 14,2%. Nelle contrattazioni asiatiche, il Brent ha aperto sopra i 100 dollari ed era vicino a 101,04 dollari alle 7:15 (ora di Singapore).
Il WTI è avanzato del 6,2% a 92,19 dollari/bbl, portando il guadagno settimanale al 12%, mentre gli attacchi a due petroliere saudite hanno aumentato i timori di interruzioni dell’offerta attraverso lo Stretto di Hormuz e il corridoio del Mar Rosso. Il rischio di breve termine resta un’ulteriore escalation in Medio Oriente e la possibilità di nuovi picchi dei prezzi del petrolio, mentre il movimento del greggio ha anche alimentato aspettative di tassi della Federal Reserve più elevati e rendimenti obbligazionari globali in crescita. Bloomberg ha riportato che alcuni acquirenti asiatici di petrolio stanno discutendo con l’Arabia Saudita di un rerouting dei flussi circumnavigando l’Africa.
Volatilità del mercato energetico e strategie sui derivati
Raccomandiamo ai trader di derivati energetici di posizionarsi immediatamente per una volatilità persistente utilizzando opzioni call sul Brent o bull call spread. Storicamente, durante shock energetici geopolitici simili, la volatilità implicita del Brent è balzata oltre l’80%, un andamento che ci aspettiamo si ripeta mentre i prezzi testano la resistenza a 105 dollari. Assicurarsi esposizione al rialzo limitando al contempo il costo del premio è essenziale con l’aumento dei livelli di minaccia nello Stretto di Hormuz, un punto di strozzatura che gestisce circa il 20% del consumo giornaliero mondiale di liquidi petroliferi.
Con gli acquirenti asiatici che stanno già deviando le petroliere attorno all’Africa, consigliamo ai trader di assumere posizioni lunghe su derivati del trasporto marittimo come i Forward Freight Agreements. Questa deviazione aggiunge circa 10-14 giorni ai tempi di transito, il che storicamente spinge le tariffe di trasporto delle petroliere product (clean tanker) a salire di oltre il 50% durante le interruzioni nel Mar Rosso. Catturare questi picchi tariffari tramite derivati marittimi offre una copertura altamente redditizia contro l’aumento dei costi di spedizione.
Pressioni inflazionistiche e implicazioni per il mercato obbligazionario
Dobbiamo inoltre prepararci a una svolta più restrittiva della politica monetaria, poiché un petrolio a 100 dollari minaccia di riaccendere l’inflazione globale e spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato. Gli economisti stimano che ogni aumento sostenuto del 10% dei prezzi del greggio aggiunga circa lo 0,4% all’inflazione globale, il che probabilmente ritarderà i tagli dei tassi attesi. Suggeriamo di andare short sui futures sui Treasury statunitensi o acquistare opzioni put sui titoli di Stato per beneficiare di questa pressione al rialzo sui rendimenti.
Inizia a fare trading ora — clicca qui per creare il tuo conto reale VT Markets.