Le azioni statunitensi hanno arretrato, penalizzate dall’impennata del prezzo del petrolio e dai timori di stagflazione che hanno compresso l’appetito per il rischio. L’S&P 500 ha ceduto l’1,21% e il Nasdaq è sceso del 2,15%, mentre le vendite post-trimestrali su Tesla e Alphabet hanno accentuato la correzione, con i titoli in calo rispettivamente del 14,52% e del 7,13%. Il movimento ha trascinato l’indice dei “Magnifici 7” a -4,78%, la flessione giornaliera più ampia dalla settimana della turbolenza del “Liberation Day” nel 2025, mentre gli spread HY statunitensi si sono allargati.
La correzione si è estesa all’Europa, dove lo STOXX 600 ha lasciato sul terreno l’1,18% e CAC 40 e DAX sono scesi dell’1,64% e dell’1,56%, mentre il FTSE MIB ha ceduto il 2,80%. In Asia le perdite sono proseguite, guidate dal KOSPI sudcoreano (-5,62%) e dal Nikkei giapponese (-2,87%), mentre il CSI 300 è sceso dell’1,17% e l’Hang Seng di Hong Kong ha segnato -1,27%; in Australia l’S&P/ASX 200 ha limato lo 0,93%. I future USA sono risultati più stabili, con i future sull’S&P 500 a -0,08% e quelli sul Nasdaq a -0,34%, mentre Intel ha previsto ricavi per il terzo trimestre pari a 15,8-16,8 miliardi di dollari a fronte di una stima media di 15,1 miliardi, facendo salire il titolo del 4,5% nell’after-hours.
Volatilità di mercato e strategie di copertura
Stiamo osservando un netto aumento della volatilità di mercato dopo la recente vendita sul tech e l’impennata delle quotazioni del petrolio, che hanno spinto il Brent verso i 90 dollari al barile. Con l’indice VIX che è balzato oltre la soglia chiave di 20, riteniamo che gli operatori in derivati debbano prepararsi a una fase di turbolenza prolungata nelle prossime settimane. La nostra raccomandazione principale è ora coprire portafogli azionari long tramite opzioni put difensive su S&P 500 e Nasdaq-100.
I forti ribassi di Alphabet e Tesla hanno portato la volatilità implicita sui mega-cap tecnologici su livelli molto elevati. Per sfruttare questo contesto, suggeriamo di utilizzare credit spread a rischio definito, come i bear call spread, sui nomi tech più deboli per incassare premi elevati. In alternativa, si possono impiegare calendar spread sui big tech con trimestrali in arrivo per catturare la successiva compressione della volatilità (volatility crush).
Derivati sull’energia e coperture cross-border
Con l’aumento dei timori di stagflazione, i derivati energetici offrono un’interessante opportunità tattica in un contesto di prezzi del petrolio ancora molto volatili. Proponiamo di valutare bull call spread sui future Brent o sui principali ETF del settore energetico per intercettare ulteriore rialzo limitando al contempo il rischio di ribasso. Storicamente, in shock analoghi guidati dal petrolio, le opzioni sul settore energia hanno sovraperformato in modo consistente le coperture più ampie sul mercato.
Alla luce dei cali marcati di Nikkei e KOSPI, è opportuno considerare anche strategie di copertura cross-border. Vediamo opportunità nell’acquisto di opzioni put su ETF che replicano gli indici asiatici per proteggersi dal contagio globale. Questo approccio multi-asset può difendere i portafogli se l’attuale sell-off dovesse intensificarsi fino a trasformarsi in una margin call globale più ampia.
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